giovedì 10 gennaio 2019




Sette partite di campionato, da qui a fine febbraio, per lanciare ufficialmente la volata per l’ultimo posto disponibile per la Champions League 2019/2020.

Con Manchester City e Liverpool sicure di occupare i primi due posti in classifica e il Tottenham in posizione più che favorevole, a giocarsi il tanto agognato quarto posto restiamo noi, il Chelsea e il redivivo Manchester United di Solskjaer - l’unico allenatore al mondo ad essere in prestito da un altro Club.

La classifica attuale ci vede quinti a tre punti dalla squadra di Sarri, quarta, e con tre punti di vantaggio sul Manchester United, sesto; una posizione che riflette perfettamente le prestazioni e i risultati di una squadra - la nostra - in crisi d’identità.
Non difendiamo meglio rispetto all’epoca di Arsène Wenger (31 gol subiti quest’anno contro i 26 della stagione scorsa) e facciamo molta più fatica ad attaccare, nonostante i numeri suggeriscano il contrario: ad oggi abbiamo messo a segno otto gol in più rispetto a questo punto della stagione passata ma tiriamo meno (12 tiri contro 15, in media) e centriamo meno la porta (5 tiri nello specchio contro 6 l’anno scorso).
Se togliamo dall’equazione le due partite col Fulham (5-1 e 4-1), abbiamo un’immagine più veritiera delle qualità e dei difetti dei nostri.

Ciò detto, il lavoro di Unai Emery non dev’essere sottovalutato, perché in fin dei conti questo gruppo di giocatori è riuscito a mantenere una striscia d’imbattibilità di 22 partite, di cui 14 in campionato, ed è ancora pienamente in corsa per la qualificazione alla prossima Champions League nonostante i tanti infortuni in difesa e i problemi con Mesut Özil e Aaron Ramsey - due dei migliori giocatori in rosa.
I mesi di gennaio e febbraio saranno decisivi per capire se questa squadra è abbastanza equipaggiata per giocarsela fino all’ultimo secondo in campionato oppure se Unai Emery dovrà puntare tutto sull’Europa League.

I prossimi due mesi saranno zeppi di scontri al vertice, con il Chelsea che dovrà venire all’Emirates Stadium e poi  affrontare il Manchester City in trasferta e  il Tottenham, mentre noi dopo il derby col Chelsea dovremmo vedercela col Manchester City all’Etihad, mentre il Manchester United affronterà il Tottenham in trasferta e il Liverpool in casa.
Tra le tre pretendenti, noi sembriamo i più fortunati in quanto a calendario e dovremo assolutamente far pesare questo piccolo vantaggio estemporaneo, se vogliamo restare in corsa.




Se la sconfitta contro il Manchester City pare inevitabile, le vittorie contro West Ham, Cardiff City, Southampton, Huddersfield e Bournemouth sono praticamente d’obbligo per poter mantenere un minimo di credibilità nella volata finale; resta lo scontro diretto contro il Chelsea, in casa, che sarà il vero spartiacque della stagione: una sconfitta e i giochi sono finiti, un risultato positivo e la corsa continua.
Mettere in cascina tra i 16 e i 18 punti porterebbe quasi sicuramente al sorpasso sul Chelsea, che lascerebbe qualche punto all’Emirates Stadium e molto probabilmente anche a casa del City e magari anche contro il Tottenham, chissà, mentre il Manchester United resterebbe a debita distanza o potrebbe sprofondare ulteriormente con due sconfitte contro Tottenham e Liverpool.

Immaginando uno scenario paradisiaco, a fine febbraio potremmo ritrovarci quarti con 59 punti, frutto di sei vittorie e una sconfitta, con il Chelsea fermo a 57 (quattro vittorie, due sconfitte e un pareggio) e il Manchester United fermo a 50 (quattro vittorie e tre sconfitte).
Un’ipotesi più che rosea, come ho detto, ma che potrebbe diventare realtà con l’infermeria che si è praticamente svuotata e magari un paio di giocatori nuovi a disposizione di Unai Emery.

Come detto, sarà fondamentale non perdere in casa col Chelsea per continuare a tallonare Sarri e i suoi uomini e portare a casa almeno 16 punti dalle prossime sette sfide, che ci lascerebbero a 57 punti, mentre il Chelsea potrebbe arrivare a 60 punti e il Manchester United a 54.
Un’ipotesi più verosimile e più che accettabile, dal momento che lascerebbe invariata la situazione di classifica con gli ultimi 30 punti in palio tra marzo e maggio.

Fare 15 punti o meno, invece, vorrebbe dire mettere a serio repentaglio la qualificazione diretta alla prossima Champions League perché resteremmo fermi tra i 53 e i 54 punti, mentre il Chelsea scapperebbe via a 60 (o 62!) punti e il Manchester United potrebbe addirittura superarci se dovesse strappare un pareggio al Tottenham e vincere a casa del Leicester City.

State pronti Gooners, winter is coming...

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