martedì 15 gennaio 2019



Sven Mislintat lascia l’Arsenal con effetto immediato.
La voce ha cominciato a circolare su Twitter oggi pomeriggio, dapprima tramite un account non sempre attendibile ma molto popolare (@LeGrove) e poi ripresa da Arseblog, Tim Stillman e Gunnerblog, voci autorevoli della mediasfera dell’Arsenal.

Diamond Eye, l’uomo scelto dal “nuovo” Arsenal per tornare competitivo sul mercato e scovare talenti ancora nascosti, sarebbe in procinto di lasciare il Club e potrebbe accasarsi al Bayern Monaco.
Col senno di poi è sempre più facile analizzare gli eventi, quindi ora ha molto più senso un eventuale arrivo di Edu come direttore tecnico come è molto meno strano vedere l’Arsenal trattare giocatori come Suárez, Carrasco e Banega, che non rispondono esattamente al profilo giovane, promettente e relativamente economico promosso da Sven Mislintat.

Gli arrivi di Kostantinos Mavropanos, Mattéo Guendouzi e Lucas Torreira - anche se quest’ultimo è costato una trentina di milioni - ci hanno fatto intravedere le preferenze di Sven Mislintat in chiave mercato, distanti anni luce dagli obiettivi attualmente perseguiti dal Club.
Non credo che alla base di questo divorzio inatteso ci siano solo delle divergenze di mercato, è più plausibile che la struttura a due teste immaginata dalla KSE abbia finito col fagocitare una terza testa, magari delusa dal fatto di non essere considerata allo stesso livello delle altre due.

Il titolo ufficiale di Sven Mislintat all’Arsenal è Head of Recruitment e naturalmente tutti gli acquisti dovrebbero passare da lui, è possibile però che dietro al titolo altisonante non ci fosse nessuna sostanza (fiducia?) e che di conseguenza l’ex capo-osservatore del Borussia Dortmund abbia deciso di cambiare aria, in qual caso la scelta sarebbe completamente condivisibile.
È perfettamente plausibile - e terrificante - che i problemi all’interno della dirigenza dell’Arsenal abbiano avuto origine nell’estate della grande rivoluzione, quando i nomi dei sostituti in lizza per prendere il posto di Arsène Wenger hanno iniziato ad emergere: per un po’ si è parlato di Massimiliano Allegri, poi brevemente di Luis Enrique e Carlo Ancelotti, ed infine con grande insistenza di Mikel Arteta, il favorito numero uno e il prescelto di Ivan Gazidis.
Tre dei nomi più gettonati erano allenatori esperti, già rodati ma soprattutto molto costosi, non solo in termini di stipendio ma soprattutto per quanto riguarda le pretese in chiave di mercato.
L’altro, Mikel Arteta, era invece un debuttante con un’aura da predestinato e tante raccomandazioni da parte di uno dei migliori allenatori al mondo (se non IL migliore al mondo); inoltre, dettaglio non da poco, il nostro ex-capitano non costava granché ma soprattutto non avrebbe avuto nessuna influenza sugli acquisti e le cessioni, il che avrebbe reso il lavoro di Sven Mislintat molto più rilevante.

All’improvviso, però, è arrivato Unai Emery, con un contratto di appena due anni.
Poco dopo, Ivan Gazidis ha abbandonato la nave e accettato la corte del Milan, proprio quando era diventato il centro del mondo in casa Arsenal e dopo aver spinto invano affinché Mikel Arteta diventasse il nostro nuovo allenatore.
Ora, dopo che la KSE ha invitato tutti i dipendenti a risparmiare quanto possibile e dopo che Unai Emery ha ammesso pubblicamente che l’Arsenal potrà prendere solo giocatori in prestito, l’uomo che più di ogni altro avrebbe potuto trovare giocatori a basso costo e alto potenziale (e conseguentemente alti profitti) se ne va, all’improvviso.

Qualcosa non torna, temo che potremmo davvero vedere un baratro aprirsi sotto i nostri piedi.
Stay tuned!

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