18 gennaio 2019


Si gioca il 19 gennaio e per noi è già decisiva.
Domani ospitiamo il Chelsea di Sarri con un solo ed unico obiettivo: vincere.
Se prima dell’inattesa sconfitta esterna rimediata col West Ham anche un pareggio avrebbe potuto essere considerato un risultato accettabile, in questo momento l’unico modo per restare in corsa per la Champions League è vincere.

Il Chelsea è già avanti sei punti e gode di una differenza reti ben superiore alla nostra, farli scappare a +9 sarebbe imperdonabile e metterebbe fine ad ogni nostra pretesa, in termini di classifica.

I risultati deludenti accumulatisi recentemente non fanno ben sperare per la partita di domani, in tutta onestà: il pareggio regalato al Brighton, la sconfitta a casa del Southampton penultimo e la scoppola rimediata ad Anfield hanno severamente minato le certezze della squadra, mentre Unai Emery sembra voler continuare la sua assurda battaglia contro Mesut Özil e fuori dal campo è il caos totale.
Sembra quasi che la squadra ed il manager abbiano completamente perso il filo, una volta incassata la sconfitta che ha messo fine alla serie d’imbattibilità durata 22 partite; dalla sconfitta del St. Mary’s Stadium in poi, complici anche gli infortuni, non abbiamo più visto la stessa intensità nel nostro gioco e siamo passati attraverso una serie di prestazioni scialbe, scelte di formazione quantomeno sorprendenti e, come detto, risultati deludenti.

A parte un inatteso e benvenuto scatto d’orgoglio a livello collettivo, non vedo un altro motivo valido per credere alla vittoria contro il Chelsea.

Nonostante il Chelsea non attraversi un momento di forma particolarmente brillante, come testimoniano la sconfitta contro il Leicester e il pareggio a reti inviolate del Southampton, la risicata vittoria ottenuta in casa col Newcastle ha permesso alla truppa di Sarri di consolidare il quarto posto e avvicinarsi al Tottenham, terzo, lontano un solo punto.
Solidi in difesa (17 gol subiti, seconda difesa del campionato) i Blues non segnano tantissimo (40 gol, peggior attacco tre le prime sei in classifica) anche e soprattutto a causa della scarsa vena di Morata e Giroud, ai quali il tecnico italiano preferisce ormai Hazard nonostante il belga non ami il ruolo di “falso 9” attribuitogli da Sarri.
Il problema sarà risolto una volta che Higuaín avrà finalizzato il proprio trasferimento a Stamford Bridge ed allora sarà ancora più difficile restare in corsa per il quarto posto; l’argentino, che ha già brillato sotto la guida di Sarri, dovrebbe arrivare in prestito dalla Juventus e prendere il posto di Morata, destinato a tornare in Spagna.
Fortuna che il termine per registrare giocatori per la partita dell’Emirates Stadium sia già scaduto!

Non è impossibile che Morata parta comunque titolare domani, con Hazard spostato sulla sua corsia prediletta e Willian e Pedro a giocarsi l’ultimo posto in attacco, con lo spagnolo favorito sul brasiliano; Sarri non si smuoverà dal 4-3-3 d’ordinanza quindi a livello tattico non dovrebbero esserci grosse sorprese per Unai Emery.
Sembra semplicistico a dirsi, però soffocare Jorginho a centrocampo vorrà dire mettere in seria difficoltà il Chelsea - un po’ come fatto dal Tottenham in occasione del 3-1 inflitto ai rivali il 24 novembre scorso.
Se Unai Emery è ancora il maniaco del pressing alto che ci è stato presentato ad inizio stagione, allora domani è l’occasione giusta per dimostrarlo.

Il basco potrebbe finalmente tornare ad una difesa a quattro, complici i rientri a tempo pieno di Héctor Bellerín e Nacho Monreal, e ricomporre il tandem Granit Xhaka-Lucas Torreira a centrocampo che tanto bene aveva funzionato ad inizio stagione; fossi al suo posto*, opterei poi per una linea di trequartisti composta da Alex Iwobi a sinistra, Aaron Ramsey al centro e Ainsley Maitland-Niles a destra, per utilizzare tutta la fisicità e l’aggressività a disposizione e assicurarsi un’intensità di gioco sufficiente a mettere in difficoltà le prime due linee del Chelsea, non esattamente tra le più atletiche del campionato.

Ovvio, ciò significherebbe schierare dall’inizio uno solo tra Pierre-Emerick Aubameyang e Alexandre Lacazette, tuttavia avere una carta da giocarsi a partita in corso potrebbe fare una bella differenza.
Tra i due sceglierei Alexandre Lacazette, molto più abile nel giocare coi compagni attorno all’area di rigore, e punterei sulla velocità di Pierre-Emerick Aubameyang quando gli avversari sono stanchi.

La mia formazione sarebbe completata da Bernd Leno in porta, Sokratis e Laurent Koscielny al centro della difesa e Héctor Bellerín e Nacho Monreal sulle fasce.
Al netto di quanto possa apportare in fase offensiva, Sead Kolašinac è un pessimo difensore e preferisco di gran lunga l’esperienza dello spagnolo, che tra l’altro ha l’ottimo vizio di segnare gol importanti.

Appuntamento alle 17:30 di domani per la formazione ufficiale, cui farà seguito la cronaca della partita ed infine le pagelle.
Sarà un serata di passione, iperventilazione e tachicardia ma d’altronde siamo Gooners, a certe sensazioni siamo abituati.

Stay tuned!

* se fossi al posto di Unai Emery, giocherei col 4-4-2 a rombo e Mesut Özil dietro a PEA e Lacazette, ma questo è un altro discorso...

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