30 gennaio 2019


Alla fine dell’ottocento, a Lione, due fratelli di origine belga fanno uscire il loro primo cortometraggio.
Senza i loro sforzi, molto probabilmente l’industria cinematografica ora non esisterebbe.
Non c’è nessuna forma d’arte come il cinema per colpire la coscienza, scuotere le emozioni e raggiungere le stanze segrete dell’anima; le stesse emozioni che è in grado di scuotere anche Alexandre Lacazette, l’attore perfetto per i film londinesi diretti da Unai Emery.

Alexandre Lacazette nasce a Lione il 28 maggio 1991 da genitori emigrati dalla Guadalupa in Francia, con la speranza di una vita migliore. Tutti insieme, genitori e quattro figli, vivono a Mermoz, nella piena periferia che si estende attorno a Lione.
Un insieme di casermoni di almeno una decina di piani costruiscono il suo territorio e la sua personalità. Come per Özil e molti altri calciatori, l’unica salvezza e l’unico modo per uscire dal clima teso di quelle parti è il campetto sotto casa, incipit della sua carriera.

La prima squadra che tessera il ragazzo è l’Elan, all’età di 7 anni.
Non ci mette tanto tempo ad attirare gli occhi del Lione, ma si dice che il padre non volesse che il figlio entrasse in quel mondo troppo presto; gli anni passano e, dopo una sfilza di “no”, arriva il fatidico “sì” a sancire il matrimonio tra Alexandre e Les Gones e così Lacazette incontra dunque uno dei settori giovanili più importanti d’Europa.
Dopo i tanti successi degli anni precedenti, infatti, Aulas, presidente dal 1987, decide di puntare forte sui giovani, evitando di spendere per giocatori già formati ma di “costruirli” nelle proprie strutture.
Il modello Lione pone le sue basi su movimento, tecnica e mentalità, il tutto costruito in funzione del gioco della prima squadra, per integrare al meglio i giovani in futuro.
Alexandre, nell’accademia, cresce a vista d’occhio, implementando sempre più le sue caratteristiche: rapidità e freddezza.

I tre anni passati nell'Académie volano, Lacazette mette a segno una marea di gol in tutte le partite e contro tutti gli avversari che si trova davanti.
Il suo arrivo in prima squadra coincide con la discesa di Lisandro Lopez, sostituto di Benzema dopo il passaggio al Real: durante quei primi due anni inizia a prendere le misure con la Ligue 1 e il suo passato da esterno d’attacco e trequartista gli permette di essere, oltre ad un gran finalizzatore, anche un fattore determinante per la costruzione del gioco d'attacco.
Con la maglia dell’Olympique, nonostante venga schierato da “Bomber” al centro dell'attacco, le sue capacità lo spingono a giocare da “falso nove”, favorendo il dialogo con centrocampisti molto bravi nell’inserirsi come Tolisso, Valbuena o Fekir.
Con la maglia dell’OL, in 239 apparizioni, firma un totale di 130 gol, mantenendo una media di un gol ogni 180 minuti, media che negli ultimi 3 anni in Francia si abbassa addirittura a 1 gol ogni 100’.

I numeri da capogiro attirano gli occhi di molte squadre europee, tra le quali spicca l’Atletico Madrid di Simeone, che vede in lui il sostituto di Griezmann, nel caso “le petit diable” si lasci tentare da una nuova avventura; il francese però alla fine rinnova il suo matrimonio col club di Madrid e allora l’Arsenal affonda il colpo.
Sbarca in Inghilterra il 5 Luglio 2017 e pronti via, alla prima partita ufficiale contro il Leicester sigla la sua prima rete in maglia Gunners.
Nella prima stagione trova la via del gol ben 17 volte, mantenendo una buona media realizzativa nella sua prima stagione in Premier.
Con Emery la sua posizione in mezzo all'attacco dell'Arsenal non cambia: da solo o con il supporto di Aubameyang, il suo fiuto del gol rimane invariato.

Dai fratelli Lumière a Lione fino ad arrivare ai cinema londinesi, Alexandre Lacazette è il protagonista di un lungometraggio lungo 17 anni di carriera e ha davanti ancora molti film da interpretare, sempre con la stessa grazia e lo stesso carisma, per continuare a conquistare il cuore dei suoi tifosi.

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