05 febbraio 2019


"Lucas è unico. Mia moglie gli lavava i panni quando era qui a Pescara, dopo un anno mi disse che secondo lei aveva qualcosa ad un piede. Lo portai da uno specialista per verificare. Mi disse: 'Questo ragazzo ha sette verruche in un piede, non può neanche camminare'. Lui invece ci aveva giocato sopra per mesi e mesi; non diceva nulla perché aveva paura di rimanere fuori. Vive per il calcio, è straordinario".

Le parole di Roberto Druda, osservatore del Pescara in Sud America, non possono che descrivere alla perfezione Lucas Torreira.
Un ragazzo d’oro, capace nonostante la sua piccola taglia, di conquistare in poco tempo i tifosi dell’Arsenal e ammiratori in tutto il mondo.

La sua storia parte dal lontano Uruguay, a Fray Bentos, una cittadina sulle sponde del Rio Uruguay che divide geograficamente Uruguay e Argentina.
Sebbene il tramonto sulle rive del fiume la sera sia mozzafiato, la passione por el Fútbol ha facilmente la meglio su qualunque altro genere di attività.
Entra fin da subito nella squadra della sua città, l’Istitución Atlética 18 de Julio, che rimarrà sempre nel cuore e sulla pelle di Lucas Torreira, come dimostra lo stemma tatuato sul polpaccio; dopo qualche anno passato all’Istitución, ascolta il consiglio di un amico e viaggia fino a Montevideo per effettuare un provino per il Montevideo Wanderers, punto di svolta della sua carriera calcistica.
Con la maglia dei Wanderers non gioca nemmeno un anno, appena il tempo che impiega l’occhio esperto di Druda a capire le potenzialità del giovane giocatore.

Nel dicembre 2013 inizia ufficialmente la sua parentesi italiana con la maglia del Pescara, dapprima con la primavera, dove incontra per la prima volta quello che diventerà il suo mentore calcistico: Massimo Oddo. E’ proprio grazie all’ex terzino di Milan, Lazio e Lecce se Lucas Torreira cambia la sua posizione nello scacchiere iniziale, passando da seconda punta o trequartista, alla cabina di regia o mezzala, cambiamento importantissimo per l’uruguaiano, che troverà nella nuova posizione terreno fertile per costruire il suo futuro.

Futuro che, dopo una stagione con la maglia dei ‘delfini’, lo porta a respirare il profumo dei campi di A con la maglia di una società giovane, che con i giovani continua a costruire, la Sampdoria.
A Genova Incontra un mago come Giampaolo e a Lucas non può che giovare la presenza del tecnico abruzzese: parte subito titolare e in poco tempo conquista il popolo blucerchiato, che s’innamora di questo regista basso dotato di grande rapidità, con una spiccata qualità nel gioco di prima e un animo da uruguagio che gli dà cuore e grinta per affrontare ogni contrasto.
Un centrocampista completo, insomma, utilissimo alla Samp ma funzionale anche per molte squadre, che strizzano l'occhio a Lucas: il Napoli sonda il terreno con più insistenza il terreno ma subito dietro ci sono l’Atletico Madrid e l’Arsenal.

Alla fine il piccolo centrocampista sceglie l’Inghilterra e, nell'estate del 2018, va all’Arsenal.
Sin da subito conquista il popolo dei Gooners con il suo temperamento e la sua tenacia, ai quali aggiunge dei due gol fondamentali, siglati nel North London Derby e contro l’Huddersfield, con una magnifica rovesciata che vale tre punti e che aumenta ulteriormente il feeling coi tifosi.
Nonostante gli alti e bassi dell’Arsenal, a fine partita risulta essere sempre uno dei migliori in campo.

Alla faccia della sua bassa statura, Lucas Torreira esprime le sue qualità senza nessun problema, perché non è importante l'altezza ma essere all'altezza, cosa che Lucas ha dimostrato, sta dimostrando e dimostrerà in futuro.

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