venerdì 22 marzo 2019


Da Arsène Wenger a Unai Emery.
Oltre al cambio epocale in panchina, servito all’Arsenal per cercare di voltare pagina, Sven Mislintat e Raul Sanllehi in estate hanno portato nel nord di Londra nuovi rinforzi, capaci di avere un impatto immediato col calcio inglese e dare subito un contributo importante.

Analizziamo, uno ad uno, il rendimento dei nuovi arrivi.

Apps: 40 (29 PL, 7 EL, 3 EFL, 1 FA)
Gol: 2
Assist: 3

Arrivato dalla Sampdoria, dopo il Mondiale in Russia, per una cifra intorno ai 30 milioni.
Voluto fortemente da Unai Emery, numericamente ha preso il posto di Jack Wilshere, approdato al West Ham; dalla 3ª giornata prende in mano il centrocampo e le chiavi della mediana, formando un duo in cabina di regia con Granit Xhaka.
I due si completano: lo svizzero, regista, statico, alto; l’uruguagio mobile, dinamico, più incontrista.
Classe 1996, l’Arsenal si è assicurato un key player per i prossimi anni al centro del progetto tecnico di Emery. Positivissima la sua stagione, con pochissime note negative.
VOTO: 8

Apps: 37 (25 PL, 8 EL, 3 EFL, 1 FA)
Gol: 1
Assist: 2

Vera e propria rivelazione della scuderia bretone, Mislintat pesca una “gemma” in mediana prendendo un centrocampista dal Lorient (Ligue 2) classe 1999. Sorprende soprattutto in tournée contro le big europee, viene schierato dal tecnico basco in quasi tutti i match contro le top six della Premier League.
Ha classe e tecnica per valorizzare la manovra offensiva dell’Arsenal e sarà, verosimilmente, un punto fermo della squadra che verrà. Ottima investimento, per soli 8 milioni di euro.
VOTO: 7,5

Apps: 30 (20 PL, 7 EL, 1 EFL, 2 FA)
Gol: 2
Assist: 2

Il profilo del greco viene considerato come ideale per “sopperire” alle carenze nel reparto difensivo, ancora di più dopo l’addio al calcio giocato di Mertesacker. Arriva dal Borussia Dortmund, per 16 milioni di euro, ritrovando così i compagni Aubameyang e Mkhitaryan, con cui già aveva trascorso periodi ottimi in Bundesliga. Titolare fisso, grintoso e sempre attento, seppur mostrando pure qualche limite.
Il reparto, con Mustafi, Papa e Koscielny è nettamente migliorato rispetto allo scorso anno (nonostante gli infortuni di Bellerin e Holding) e l’arrivo dell’ex Milan e Genoa ha facilitato il percorso in zona Champions. 
VOTO: 7

Apps: 28 (24 PL, 3 EL, 0 EFL, 1 FA)
Gol: 0
Assist: 0

Oscurato da Neuer e Ter Stegen in ottica nazionale, Bernd si è rivelato un portiere di sicuro affidamento, capace di ottimi interventi tra i pali (al NLD, per esempio) e di una buona tecnica per la manovra bassa palla a terra.
Un portiere moderno, dunque, per l’Arsenal di Emery, che può contare anche sull’esperienza di Petr Čech nelle Coppe.
Non sarà Lehmann, almeno nel breve periodo, ma le sensazioni sono molto positive per un suo futuro roseo nel Nord di Londra.
VOTO: 7

Apps: 21 (12 PL, 6 EL, 2 EFL, 1 FA)
Gol: 1
Assist: 1

Contratto annuale per l’esterno difensivo svizzero, arrivato a parametro zero dopo aver salutato la Juventus.
Avrebbe dovuto rappresentare una valida alternativa a Bellerín ma è finito per vedersi superare da Maitland-Niles (giustamente) nelle gerarchie in difesa: chiamato in causa, ha sempre reso con scarsi risultati, evidenziando la fase calante della sua carriera e una chiara lentezza nei movimenti.
Se non inutile, poco ci manca.
VOTO: 5



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