giovedì 25 aprile 2019


Siamo lì, la punta dei piedi già nel vuoto. Sotto, il baratro.
La sconfitta rimediata contro il Wolverhampton, sommata a quella interna contro il Crystal Palace, ci lascia in una posizione poco invidiabile per la volata finale: moralmente a terra, non più padroni del nostro destino e costretti a dover far bottino pieno in ciascuna delle tre partite rimanenti - pena l’eliminazione immediata dalla corsa alla Champions League.

Non bastasse, sei dei nove punti rimasti in palio dovremo andarceli a prendere in trasferta, dove il nostro rendimento assomiglia a quello di compagini che lottano per non retrocedere; domenica c’è il Leicester City di Rodgers e all’ultima di campionato il Burnley di Dyche, con nel mezzo la sfida casalinga contro il Brighton che speriamo sarà già salvo, per l’occasione.

Contando che lontano dall’Emirates Stadium abbiamo già perso contro Wolves, Everton, West Ham e Southampton e pareggiato contro Brighton, capirete benissimo perché non sono molto ottimista per le ultime due partite fuori casa.
Fino a qui, in trasferta abbiamo incassato gli stessi gol del Brighton (31) e addirittura uno in più del Cardiff (30) abbiamo segnato appena 28 gol, di cui cinque in una sola partita - contro un Fulham allo sbando.

Insomma, per credere al quarto posto serve un’inversione di tendenza senza precedenti - alla quale tuttavia non credo molto.
Non è solo un problema di modulo, è un problema di personalità: che si giochi con la difesa a tre o a quattro, in trasferta siamo incapaci di dominare l’avversario e ci ritroviamo spesso a dover difendere, cosa che ci riesce male; non ho ancora capito perché all’Emirates Stadium partiamo a mille all’ora, aggredendo l’avversario e mettendolo sotto con il pressing, mentre fuori casa siamo impauriti e non osiamo mai - una delle nostre qualità migliori.

Insomma, siamo sull’orlo del baratro e ognuno dei 270 minuti che ci separano dalla fine della stagione sarà decisivo - sui nostri campi come su quelli degli altri, ed è questo il vero problema.
Se il Chelsea dovesse sbancare Old Trafford, i nostri sogni finirebbero quasi automaticamente nel cestino, anche in caso di vittoria a casa del Leicester City.

La prossima giornata rischia di essere decisiva per molte squadre, ad entrambe le estremità della classifica, e noi non siamo più padroni del nostro destino.

Possiamo solo sperare.
Sperare che lo United batta il Chelsea, o per lo meno non perda, per effettuare l’ultimo sorpasso.
Sperare che il Cardiff perda e il Brighton vinca, per ritrovarci ad affrontare un avversario già salvo.
Sperare che all’ultima di campionato il Leicester voglia chiudere alla grande, fermando il Chelsea.
Sperare che improvvisamente Unai Emery ed i suoi trovino la formula magica affinché ogni trasferta non si trasformi in un supplizio.

Abbiamo i giocatori e l’esperienza per fare tutto il possibile per acciuffare questo benedetto quarto posto; abbiamo un allenatore bravo e preparato; abbiamo due dei migliori attaccanti del campionato; abbiamo la grinta di Lucas Torreira e Granit Xhaka a centrocampo; abbiamo il carattere di Sokratis e Laurent Koscielny in difesa.

Dobbiamo solo crederci.
E sperare.

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