mercoledì 29 maggio 2019



Noi euro-scettici lo siamo da ben prima che diventasse una moda.
Il nostro rapporto con l’Europa è problematico da un quarto di secolo, altro che le ventate politiche degli ultimi due, tre anni!

Le delusioni del 1995, 2000 e 2006 sono ancora belle fresche, ben stampate nella memoria ed è impossibile non tornare a quelle notti, ora che ci prepariamo alla prima finale europea degli ultimi tredici anni.
Sebbene l’avversario non sia altrettanto esotico che il Real Saragozza, il Galatasaray o il Barcellona, il profumo inconfondibile d’Europa è ben presente nell’aria e con esso la tensione e l’esaltazione che accompagnano un appuntamento troppo raro, per un Club con una tradizione come la nostra.

Pensare che i protagonisti del miracolo di Copenhagen non abbiano saputo avere la meglio del modesto Real Saragozza, o che nemmeno una delle tre squadre incredibili costruite da Arsène Wenger nell’arco dei suoi ventidue anni sulla nostra panchina abbia alzato un trofeo continentale è inspiegabile; la sconfitta ai rigori col Galatasaray resta un mistero, se pensiamo che in campo c’erano Thierry Henry, Dennis Bergkamp, Marc Overmars, Patrick Vieira e Tony Adams, tra gli altri.
Quella col Barcellona, a Parigi, fa leggermente meno male perché stavamo davvero per compiere un miracolo, in dieci contro undici, fino al gol (nato da una posizione di fuorigioco) di Eto’o e quello, fatale, di Belletti.

A fare ancora più male sono le eliminazioni precoci contro il Valencia nel 2000/01, l’eliminazione dalla seconda fase a gironi del 2001/02 e 2002/03, per mano di Deportivo la Coruña e Ajax, quella contro il Chelsea nel 2003/04 o quella contro il PSV Eindhoven nel 2006/2007.

Stasera, a Baku, abbiamo la possibilità di rimettere a posto le cose e ritrovare d’un sol colpo prestigio, visibilità internazionale e un posto nella prossima Champions League, oltre alla possibilità di portarsi a casa la supercoppa Europea, l’estate prossima.
Peccato per la scelta della sede, che priverà entrambe le squadre di una buona fetta dei propri tifosi date le difficoltà logistiche e i costi esorbitanti per arrivare in Azerbaijan; dei 12’000 biglietti concessi a Chelsea e Arsenal, quasi la metà è stata restituita perché invendibile e perfino gli sponsor dell’UEFA hanno declinato migliaia di inviti.

Niente paura però, l’UEFA ha previsto un sottofondo ambientale per far apparire lo stadio Olimpico di Baku più rumoroso e vivo si quanto non sarà; ci penseranno gli altoparlanti dello stadio ad incoraggiare Hazard, Giroud, Alexandre Lacazette e Pierre-Emerick Aubameyang...

Portare a casa la coppa non sarà facile, anzi: degli infortuni patiti da Kanté, Rüdiger e Loftus-Cheek, della partenza di Hazard al Real Madrid, della scenata di Sarri dopo la lite tra David Luiz e Higuaín non resterà traccia durante la partita; il Chelsea è favorito stasera, non fosse altro che per lo stato di grazia dell’attaccante belga e del portiere Kepa e per la presenza dell’ex Giroud, perché conosciamo tutti fin troppo bene le leggi non scritte del calcio.

Da parte nostra servirà una prestazione perfetta, sotto ogni punto di vista: mentale, fisico e tattico.
Unai Emery è rinomato per la sua meticolosità, quindi la speranza è che abbia fatto bene tutti i suoi calcoli e trovato le contromisure per arginare Hazard e rendere il meno pericolose possibili le incursioni di Pedro e dei centrocampisti centrali.
Che sia 3-4-1-2 o 4-3-1-2 poco importa, questa sera la partita si vince con la testa e con il cuore; come al Mestalla, come all’Emirates Stadium contro il Napoli e contro il Rennes, questa sera saranno la lucidità e la determinazione a smuovere l’ago della bilancia - in un verso o nell’altro.

Il dibattito sul portiere che sta animando la vigilia di questa partita, con Petr Čech che diventerà direttore tecnico del Chelsea subito dopo il fischio finale a Baku, è puerile: stiamo parlando di un ottimo portiere con centinaia di partite alle spalle, tra cui alcune finali europee, che fino a qui ha sempre giocato titolare in Europa e del quale non si possono mettere in discussione professionalità e integrità.
Personalmente parlando, per me giocherebbe Petr Čech ma se Unai Emery dovesse optare per Bernd Leno andrebbe bene comunque, viste le qualità del tedesco.
Per una volta che abbiamo due buoni portieri a disposizione, di che ci lamentiamo?
Dopo anni di Almunia, Fabianski, Ospina e compagnia, finalmente il portiere non è più un problema.

Inutile fare calcoli sull’importanza di qualificarsi alla prossima Champions League, agli introiti che ne derivano, ai fondi supplementari in chiave mercato - questa sera abbiamo la possibilità di tornare finalmente sulla cartina europea e portare a casa un trofeo continentale che manca dal 1994 - un’eternità.
Per questo, Unai Emery dovrà sciogliere gli ultimi dubbi e preparare la squadra per l’ultima, epocale battaglia della stagione contro un avversario, il Chelsea, incerottato e in pieno caos tecnico e societario, quindi ancora più pericoloso.

Una delle scelte che Unai Emery non dovrà fare riguarda Henrikh Mkhitaryan, che ha scelto di restare a Londra perché temeva per la propria incolumità - l’ennesima medaglia della vergogna da appuntare sul petto dell’UEFA; l’armeno, per quanto non scintillante, avrebbe rappresentato comunque un’ottima soluzione per il nostro allenatore, soprattutto se l’idea era quella di pressare il Chelsea in fase di costruzione - quindi Unai Emery dovrà fare diversamente.

L’assenza di Aaron Ramsey peserà molto di più, mentre il rientro in gruppo di Danny Welbeck è una bella notizia - anche se il bonus “momento da favola” con lui ce lo siamo giocati contro il Leicester tre anni fa…
Data l’indisponibilità del gallese, fondamentale durante la recente vittoria per 2-0 contro gli uomini di Sarri, è possibile che Unai Emery scelga il 3-4-1-2 o 3-5-2 e concentri le sue attenzioni su Hazard, più che su Jorginho; la soluzione non mi entusiasma granché, perché i due esterni alti del Chelsea rischiano di avere troppo spazio tra gli esterni e i centrali di difesa, ma come detto stasera contano lucidità, cuore e determinazione, più di ogni altra cosa.

Serviranno spirito di sacrificio e voglia di aiutare il compagno al proprio fianco, più che la posizione in campo e istruzioni tattiche; serviranno sangue freddo e spietatezza nel convertire in rete la minima occasione che ci si presenterà; serviranno attenzione e risolutezza nello spazzare via ogni pallone vagante nella nostra area.

Servirà il miglior Arsenal e forse anche qualcosa in più, per alzare questa coppa.

Per Aaron Ramsey infortunato; per Petr Čech, al passo d’addio; per Danny Welbeck e il suo ennesimo rientro da un brutto infortunio; per Henrikh Mkhitaryan; per tutti i tifosi che si sono sobbarcati decine di ore di volo e hanno speso cifre astronomiche per esserci; per tutti quelli che vorrebbero esserci ma non potranno, e soffriranno davanti alla televisione.

Per tutti loro, per tutti noi, portiamo a casa la coppa stasera.

Questi gli uomini che Unai Emery potrebbe mandare in campo a Baku: Čech, Koscielny, Sokratis, Monreal, Maitland-Niles, Torreira, Xhaka, Kolašinac, Özil, Aubameyang, Lacazette.

Appuntamento stasera alle 20:00 per le formazioni ufficiali, poi la diretta ed infine le pagelle.
Stay tuned!

2 commenti:

  1. La butto lì, stasera - fossi Emery - se decidessi di giocare (come è probabile) con il 3412 metterei Guendouzi al fianco di Xhaka in mezzo al campo e Torreira nella posizione e con i compiti che ebbe Ramsey proprio contro il Chelsea in campionato. Avanti le due punte AUBA-LACA. Che ne pensi?

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    1. Ipotesi intrigante, chissà che a partita in corso...

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