01 agosto 2019


Nicolas. Pépé. Non sono sicuro vi rendiate conto.
Nell’arco di poche settimane siamo passati dal discutere delle qualità di Ryan Fraser e di come avrebbe potuto rinforzare la squadra ad immaginare un tridente d’attacco composto da Pierre-Emerick Aubameyang, Alexandre Lacazette e Nicolas Pépé - mister 80 milioni di euro.

Per mesi la stampa ci ha ammorbato con la storia del budget limitato a 45 milioni ed eccoci qui a commentare il terzo acquisto stagionale dopo Dani Ceballos e William Saliba, prova che non bisogna credere a nulla di ciò che finisce online - ad eccezione ovviamente di questo blog.

Attaccante esterno, ivoriano, proveniente dal Lille (ma non è Gervinho!) e dotato di un sinistro micidiale, Nicolas Pépé è stato la rivelazione della scorsa stagione in Ligue 1 e in Europa; ventidue gol e undici assist in campionato, è il secondo miglior marcatore dietro l’imprendibile Kylian Mbappé ed è il giocatore con il secondo maggior numero di dribbling riusciti nei cinque maggiori campionati europei - dietro a Wilfried Zaha del Crystal Palace.
Incredibilmente esplosivo ed eccezionale col pallone nello stretto, Nicolas Pépé ha imparato a fare la differenza sottoporta (altra prova che non si tratta di Gervinho) e non diventare l’ennesimo funambolo fumoso e inconcludente; dopo una prima stagione di adattamento a Lille, durante la quale mette comunque a segno tredici gol, l’ivoriano esplode in maniera impressionante e attira l’attenzione di tanti Club di primissimo rango.

Il fatto che a spuntarla siamo stati proprio noi, i derelitti dell’Europa League senza un soldo, dev’essere motivo di orgoglio: dopo le parole altisonanti della dirigenza, che vuole l’Arsenal ai vertici, ecco che arrivano anche i fatti.
Nicolas Pépé ha appena compiuto 24 anni e ha firmato un contratto quinquennale, impegnandosi a trascorrere gli anni della piena maturità proprio all’Arsenal; niente più trentenni strapagati, il Club ha deciso di costruire per il medio e lungo termine, impegnando risorse ingenti là dove necessario.

A livello tecnico Nicolas Pépé è un’ala moderna, capace di tagliare dall’esterno e andare a rete, anziché giocare con la linea laterale e quella di fondo; nello scacchiere di Unai Emery, l’ivoriano occuperà la posizione di ala destra, con Pierre-Emerick Aubameyang sul lato opposto e Alexandre Lacazette al centro, pronto ad accorciare sul centrocampo per creare spazi in profondità per i due velocisti ai suoi lati.

L’idea è stuzzicante, un calcio fatto di verticalizzazioni rapide dopo aver attirato l’avversario sulla propria trequarti, e Nicolas Pépé può diventarne il simbolo assoluto - assieme a Pierre-Emerick Aubameyang.
Dopo una stagione laboriosa, durante la quale non siamo mai stati in grado di proporre un gioco facilmente identificabile e divertente, sembra che il Club e Unai Emery abbiano deciso di cambiare rotta, aggiungendo piedi buoni (Dani Ceballos su tutti) e una grossa dose di potenza e velocità.

Fais-nous rêver, Nicolas!

4 commenti:

  1. Dopo aver letto con attenzione quanto sopra, come diceva quel tale, la domanda sorge spontanea. Ozil, 350/week, che futuro può avere? In mezzo al campo, per avere un certo equilibrio, con quei tre che di copertura ne daranno pochissima non ci sarà posto per lui (se non ci si vuole suicidare).

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    1. In effetti è difficile immaginare anche Özil quando in campo ci sono già tre attaccanti, tuttavia l'idea che sia proprio Özil ad imbeccarli è affascinante. Staremo a vedere...

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  2. Io avrei speso quei soldi per prendere 2 difensori centrali perché a parte Papas tutti gli altri sono a dir poco imbarazzanti (vedi ieri per esempio). Si parla del rientro di Holding, ma a parer mio è adatto solo in una difesa tre, se si gioca con due centrali non garantisce il livello per competere ai vertici.

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    1. Pépé è un grande acquisto, al di là dei nostri problemi difensivi. L'anno scorso abbiamo faticato a creare occasioni e nessuno dei nostri attaccanti ha saputo saltare l'avversario con continuità,quindi sono già due problemi risolti con l'arrivo di Pépé. Certo, anche la difesa merita un rinforzo di valore

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