mercoledì 21 agosto 2019


39 anni, figlio di uno degli uomini più ricchi del mondo e membro del direttivo del Club, Josh Kroenke sta pian piano diventando il volto pubblico della KSE (Kroenke Sports & Entertainment) e, in quanto tale, ha rilasciato un’intervista alla BBC, durante la quale ha raccontato a David Ornstein com’è nata e come si è sviluppata una delle estati più imprevedibili ed eccitanti della storia recente dell’Arsenal.

Tra i temi trattati ci sono la campagna acquisti, nata paradossalmente dal fallimento di Baku, il rapporto con Unai Emery, le recenti proteste di alcuni gruppi di tifosi attraverso la campagna “We Care Do You” e le ambizioni della famiglia Kroenke.

Il ritratto che ne viene fuori è molto più lusinghiero di quanto  personalmente avessi immaginato: dopo anni di silenzio e distanza, la KSE ha cominciato ad aprirsi verso i tifosi e far sentire la propria presenza, sia attraverso interviste come questa ma anche con fatti tangibili - come dimostrato quest’estate.
Tra un libro di Harry Potter e una colazione da McDonald’s, Josh Kroenke ha guidato una rivoluzione che sembra finalmente avere una direzione e uno scopo precisi - riportarci dove meritiamo.

Parlando di Vinai Venkatesham e Raúl Sanllehi, Josh Kroenke ha spiegato come - nonostante il fatto di non poter offrire il palcoscenico europeo più prestigioso - siano riusciti a mettere in piedi operazioni di mercato che parevano impossibili dopo aver ottenuto il via libera da parte del gruppo direttivo - lasciando intendere che i cordoni della borsa della KSE si sono allentati.
Il rampollo ha poi confermato come alcuni Club si siano fatti cogliere impreparati dall’aggressività dimostrata dal Club durante il mercato, sicuramente alla luce della sconfitta in finale di Europa League e dal quinto posto in campionato, sinonimi di Europa League; una bella frecciata agli avversari ma soprattutto una bella iniezione di fiducia per tutti noi, dal momento che la reputazione del Club non sembra aver sofferto troppo dello smacco di non essere più parte dell’élite europea.

Quando l’Arsenal bussa alla porta di un giocatore - ha detto Kroenke - fà ancora un certo effetto.
Amen, Josh.

Interessante anche la risposta al movimento We Care Do You, per il quale Josh Kroenke ha un messaggio chiaro: “Se completi trasferimenti da record (Nicolas Pépé) semplicemente perché spinto dall’opinione pubblica, come Club non andrai molto lontano.”

Infine, Josh Kroenke ha reiterato la volontà della proprietà di portare a casa dei trofei - tutti i trofei possibili - perseguendo un calcio divertente: “vogliamo vincere tanto e il più spesso possibile, giocando un calcio divertente e spettacolare; abbiamo un gruppo capace di farlo [...] sappiamo cosa dobbiamo fare, ci sono squadre molto forti davanti a noi come i campioni in carica e i vincitori della Champions League ma ci presentiamo con una squadra più forte rispetto a maggio e sono davvero curioso di vedere cosa sapremo fare.”

In chiusura, la conferma che la famiglia Kroenke ha comprato l’Arsenal per farne un progetto a lungo termine e che sa di doversi guadagnare la fiducia dei tifosi facendo le scelte giuste.
Non sono mai stato né un grande ammiratore dell’attuale proprietà, né un detrattore; ciò che vedo però è una maggiore apertura verso noi tifosi, una presenza più costante - fisica o mediatica che sia - e una volontà di fare le cose per bene che va al di là delle dichiarazioni di facciata.

Forse stiamo assistendo ad una svolta decisiva per l’Arsenal Football Club, molto più positiva di quanto in molto fossero disposti a riconoscere.

Per chi volesse leggere l’intervista completa, la si può trovare qui

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