09 agosto 2019


Quello di Raul Sanllehi e dell’Arsenal è stato un autentico capolavoro, bisogna ammetterlo.

Dopo aver sbandierato un budget limitato ad appena quarantacinque milioni di sterline, il catalano ha portato a casa sei acquisti e coperto ognuna delle falle più evidenti, la scorsa stagione: un terzino sinistro per palliare alle difficoltà difensive di Sead Kolašinac; un esterno d’attacco capace d’inserirsi alle spalle della difesa per portare gol e assist; un centrocampista bravo nelle due fasi e tecnicamente eccellente, per rimpiazzare Aaron Ramsey ma anche garantire un miglior possesso palla; un difensore centrale d’esperienza e qualità, sia per sopperire alla partenza di Laurent Koscielny che per allontanare il più possibile Shkodran Mustafi dall’undici titolare; due giovani di grande prospettiva per ringiovanire una rosa pericolosamente in là con gli anni.

Oltre alle ottime operazioni in entrata, da applausi, il Club ha saputo raccogliere ottime cifre per giocatori non assolutamente indispensabili al progetto tecnico, se non decisamente ai margini: l’oggetto misterioso Takuma Asano è passato al Partizan di Belgrado per un milione di sterline; l’eroico Carl Jenkinson, ultimo membro restante del British Core, è stato ceduto al Nottingham Forest per due milioni; Laurent Koscielny, in rotta col Club, è passato al Bordeaux per poco meno di cinque milioni; i giovani Xavier Amaechi e Dominic Thompson hanno portato in cassa altri cinque milioni; David Ospina è passato al Napoli per tre milioni e mezzo; Krystian Bielik ha trovato casa al Derby County per oltre sette milioni ed infine Alex Iwobi è stato ceduto all’Everton per ventotto milioni, cifra che potrà arrivare vicina ai quaranta con i bonus vari.

In totale l’Arsenal ha incassato cinquanta milioni e risparmiato quasi altrettanto in stipendi, rimettendo in ordine i conti senza rinunciare a nessuna delle proprie stelle.
Personalmente parlando, non avrei mai immaginato di vivere una finestra di mercato come questa e di sentirmi così eccitato per l’inizio della nuova stagione. Se penso a come mi sentivo subito dopo la finale di Europa League e quali fossero le aspettative in chiave mercato, non posso far altro che levarmi il cappello davanti all’operato del Club.

Ora la palla passa a Unai Emery, cui spetta il difficile compito di trasformare le speranze in realtà: non possiamo ancora competere per vincere il campionato ma un posto tra le prime quattro è alla nostra portata; fallire l’obiettivo quest’anno sarebbe davvero imperdonabile.

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