04 settembre 2019


Anche dopo qualche giorno, resta sempre un gusto amaro.
Hai voglia a pensare che abbiamo recuperato uno svantaggio di due gol, che avremmo meritato di portarci a casa i tre punti, non battere i cugini lascia sempre l’amaro in bocca.
Se in più ci aggiungiamo il modo in cui il doppio svantaggio è maturato, ecco che quel gusto amaro proprio non se ne va; se la decisione di Sokratis di salire a centrocampo per contendere un pallone alto a Kane è senz’altro azzardata, la respinta debole di Bernd Leno sul tiro ancor più debole di Lamela è davvero un brutto errore. Proprio come l’anno scorso, quando l’estremo difensore tedesco ha accompagnato in rete il colpo di testa di Dier, il North London derby casalingo è una giornata da dimenticare per Bernd Leno; perlomeno quest’anno si è rifatto con un paio di parate sensazionali, tuttavia un’altra respinta corta sulla conclusione di Kane ha rischiato di costarci carissima.

Il secondo gol, tuttavia, è il vero orrore della giornata e porta la firma, fin troppo conosciuta, di Granit Xhaka. Non trovo un solo motivo valido per entrare in scivolata come ha fatto lo svizzero, in area di rigore, contro una squadra i cui attaccanti non aspettano altro che una folata di vento per cadere; non fraintendetemi, il fallo su Son è stato netto ma né lui, né Alli, né Kane hanno bisogno del minimo incoraggiamento per cadere in area di rigore.
Ancora una volta lo svizzero ha commesso l’errore imperdonabile, la sciocchezza che di solito è opera di un giovane inesperto, e così il nostro pomeriggio è diventato ancora più complicato.

Ci sono voluti un capolavoro assoluto di Alexandre Lacazette, attaccante di razza assoluta che non raccoglie abbastanza elogi, e una combinazione abbagliante tra Mattéo Guendouzi e Pierre-Emerick Aubameyang per riportare la gara in parità. Il nostro secondo tempo è stato impeccabile dal punto di vista offensivo così come dal punto di vista dell’impegno e della voglia di recuperare ma è chiaro che non possiamo più permetterci certi errori.

L’aspetto più negativo resta il fatto che a commettere questi errori sono giocatori più che esperti, giocatori che dovrebbero garantirci appunto una certa immunità da momenti di follia come quelli visti contro il Tottenham e ad Anfield contro il Liverpool.
Abbiamo concesso due rigori tra i più stupidi che siano mai stati concessi con errori da principianti, commessi però da Granit Xhaka e David Luiz, anzichè da uno dei nostri promettenti giovani; domenica scorsa, con la squadra che ha recuperato il risultato e sembrava lanciata per completare una rimonta epocale, Unai Emery ha scelto di lanciare nella mischia Henrikh Mkhitaryan al posto dell’acciaccato Alexandre Lacazette, ma l’armeno ha deluso profondamente - sprecando alcuni ottimi palloni.
Nonostante la presenza in panchina di Joe Willock e Reiss Nelson, il tecnico basco ha preferito l’esperienza ed è rimasto fregato, con l’ex trequartista di Borussia Dortmund e Manchester United che non ha saputo incidere sul risultato ed ha poi completato il suo passaggio in prestito alla Roma meno di ventiquattr’ore dopo la fine della partita.

La domanda è semplice: perché non puntare sui nostri giovani, se i risultati sono questi?

Se davvero devo vedere giocatori che alternano giocate eccezionali con errori madornali, voglio almeno che siano giovani e vogliosi, che possano imparare in fretta dai propri errori e migliorare attraverso l’esperienza anziché vedere sempre le solite facce commettere i soliti errori.

Ho visto Mattéo Guendouzi sfornare una prestazione fenomenale e voglio quindi vedere cosa succede quando Unai Emery concederà minuti agli altri giovani in rosa.

Ancora una volta, Unai, ci vuole coraggio ma temo che questo appello, come tutti gli altri, finisca nel vuoto.

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