sabato 21 settembre 2019


È un po’ che sentiamo parlare di Bukayo Saka e di come il mancino diventerà un campione, di come sarà una stella assoluta e di come ci trascinerà verso quali traguardi: per una volta, tendo a crederci.
Gli serviranno tempo, lavoro e anche una buona dose di fortuna ma Bukayo Saka sembra davvero the next big thing, molto di più rispetto a tanti altri ai quali è stato predetto un futuro glorioso, in passato: in ordine sparso ricordo Chuba Akpom, Jack Wilshere, Fran Merida, Jon Toral, Carlos Vela, Nicklas Bendtner, Arturo Lupoli, James Shea, Justin e Gavin Hoyte, Ignasi Miquel. Oguzhan Ozyakup, Kieran Gibbs, Jay-Emmanuel Thomas, Emmanuel Frimpong, Ryo Miyiachi e Isaac Hayden - tutta gente che alla fine non ce l’ha fatta, con poche eccezioni.

A questa lista mi verrebbe da aggiungere anche Ainsley Maitland-Niles e Reiss Nelson ma ho ancora qualche speranza che il tempo, alla fine, mi darà torto.

Dei tanti profeti, solo Cesc Fàbregas alla fine è diventato quel giocatore che tutti si aspettavano diventasse, se non meglio; del catalano, Bukayo Saka possiede il talento e la naturalezza nello stare in campo, contro avversari più esperti e cattivi, a differenza ad esempio del compagno Reiss Nelson, sempre troppo titubante quando scende in campo in Premier League. Bukayo Saka è qui a confermare un adagio tanto caro ad Arsène Wenger: if you’re good enough, you’re old enough.
Bukayo Saka è decisamente good enough, quindi dovrebbe entrare prepotentemente nei piani di Unai Emery ed essere considerato per quello che è, non per quello che dice la sua carta d’identità: un’ala sinistra devastante nell’uno contro uno e glaciale quando è il momento di scegliere come andare al tiro o servire un compagno.

Senza lasciarsi trasportare dall’entusiasmo per la prestazione di giovedì sera contro l’Eintracht Francoforte e di conseguenza aspettarsi un simile contributo ad ogni uscita, Bukayo Saka dev’essere considerato alla stregua di Nicolas Pépé o Reiss Nelson nelle gerarchie di Unai Emery e quindi un’opzione a tutti gli effetti e non soltanto per qualche scampolo di partita o qualche impegno di minor caratura ma per ogni impegno appuntato sul nostro calendario per il 2019/20.

Ci saranno prestazioni superlative e passaggi a vuoto ma la sensazione è che i momenti “wow” saranno molto più frequenti dei “meh” e che, ora che abbiamo ceduto sia Alex Iwobi che Henrikh Mkhitaryan, Bukayo Saka sarà il giocatore al quale rivolgersi per spezzare le linee avversarie e collegare il centrocampo con l’attacco - assieme ovviamente a Nicolas Pépé.

C’è un nuovo nome in città, decisamente pronto a prendersi le prime pagine dei giornali e scalare le gerarchie in casa Arsenal; è già successo di tarpare le ali ad uno dei talenti più cristallini degli ultimi anni, quel Serge Gnabry che ora fa sfracelli con il Bayern Monaco e la nazionale tedesca, commettere lo stesso errore anche con Bukayo Saka sarebbe imperdonabile.

Nessun commento:

Posta un commento

I Vostri Commenti