28 settembre 2019


Il 24 ottobre 2004 è una data marcata con il fuoco nella nostra storia, è il giorno in cui gli Invincibles sono tornati mortali ma soprattutto il giorno in cui ho assistito alla peggior truffa che ricordi; sono passato per gli anni di Calciopoli, ho vissuto uno dei peggiori scandali che ha investito il calcio italiano eppure quel pomeriggio ad Old Trafford mi genera una rabbia incontrollabile e autentici conati di vomito - anche a quattordici anni di distanza - che nessuna schifezza legata a Calciopoli ha generato.

Ad oggi quella resta l’unica partita della cui regolarità non sono per niente convinto.

Tutto, in quel pomeriggio, è stato profondamente sbagliato. Per chi non c’era o chi è riuscito in qualche modo a dimenticare, ecco un breve riassunto di alcuni degli avvenimenti più controversi, tutti indirizzati nella medesima direzione: il fallo da ultimo uomo di Ferdinand su Freddie Ljungberg, lanciato a rete da Edu, ignorato da Riley; l’entrata da dietro di Phil Neville su José Antonio Reyes, che sarà un tema ricorrente della partita; il fallo da dietro di Gary Neville, sempre ai danni di José Antonio Reyes, dopo aver subìto un tunnel; i tacchetti di van Nistelrooy sul ginocchio di Ashley Cole, con la palla già in fallo laterale.

Senza esagerare, nel primo tempo c’erano tre espulsioni a carico del Manchester United - una per Rio Ferdinand (fallo da ultimo uomo), una per Phil Neville (due falli da dietro su José Antonio Reyes) e una per van Nistelrooy (tacchetti sul ginocchio di Ashley Cole, fallo per il quale riceverà poi tre giornate di squalifica); anche per gli standard inglesi, quei falli erano troppo evidenti per essere sanzionati diversamente, eppure Mike Riley ha addirittura lasciato correre quando Ferdinand ha steso Freddie Ljungberg e ha permesso a Phil Neville di commettere SEI falli ai danni di José Antonio Reyes - SEI falli sullo stesso giocatore in 45 minuti, una caccia all’uomo mai vista prima.

Ricordate la partita tra Portogallo e Olanda del 2006, finita con quattro espulsioni? Ecco, immaginatela concentrata tutta in 45 minuti e che l’arbitro abbia dimenticato a casa i cartellini. Una mattanza.
Nemmeno il canale ufficiale del Manchester United, pur impegnandosi il più possibile, ha potuto censurare alcuni degli interventi nel video postato su YouTube.

Nel secondo tempo arriva l’apoteosi, il tuffo di Rooney in area di rigore e il conseguente vantaggio del Manchester United, firmato da van Nistelrooy dagli undici metri, e nel finale il raddoppio di Rooney, in contropiede; al fischio finale scoppia la polemica, con Dennis Bergkamp, Thierry Henry e Patrick Vieira a chiedere spiegazioni ad un Mike Riley impassibile e indifendibile.
Nello spogliatoio si scatena il putiferio, Arsène Wenger definisce van Nistelrooy un simulatore e si prende 15,000 sterline di multa mentre un giovanissimo Cesc Fàbregas tira una fetta di pizza all’indirizzo di Ferguson - entrando di diritto nella leggenda.

Nasce la Battaglia del Buffet e finisce l’era degli Invincibles, per mano di una banda di taglialegna e un arbitro accondiscendente - se non peggio.

Ogni volta che penso ad Old Trafford non mi tornano in mente né gli otto gol subiti né l’apoteosi della vittoria del 2002, quando ci siamo laureati campioni a casa di Ferguson; mi torna in mente quel pomeriggio di ottobre, irrimediabilmente sporcato dai fratelli Neville, da Rooney e da van Nistelrooy, tutti lasciati liberi di far male ai nostri giocatori in maniera deliberata.

Una nefandezza che aleggerà per sempre su Old Trafford, sui giocatori presenti e su chi ha permesso il martirio di una squadra, quegli Invincibles, che non verrà mai eguagliata.

Gli eroi non muoiono mai.

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