venerdì 20 settembre 2019


La frustrazione post Watford di Maitland-Niles, Xhaka e Aubameyang è uguale alla mia.
Più che arrabbiatura, più che delusione, è la frustrazione il sentimento dominante che sta accompagnando quest’inizio di campionato; è vero, la falsa partenza in campionato non pregiudicherà l’andamento di una stagione che davanti a sé ha ancora due coppe nazionali, l'Europa League e più di trenta giornate di campionato da giocare, ma deve far riflettere.
Riflessioni che richiedono domande che mai troveranno risposta per colpa di una classe giornalistica che continuerà a preferire il titolone che venda da solo il tabloid piuttosto che fare informazione.

Avessi io la possibilità di trovarmi a London Colney il giovedì, alzarei il dito e chiederei all' attuale coach cosa penserebbe se si parlasse di un Arsenal in regressione visto che, risultati alla mano, nelle prime 43 partite dell'era Emery sono stati ottenuti gli stessi punti collezionati dall'Arsenal nelle ultime 43 uscite con Arsène Wenger sulla touchline.
Nel giudizio complessivo andrebbero considerati tanti fattori favorevoli all'ex Sevilla e PSG: £200m spesi sul mercato per grandi giocatori, una rosa più profonda, un board più coinvolto nelle vicende del Club ed un ambiente favorevole e stimolante.

Tatticamente, le promesse di un Arsenal dinamico e spettacolare sono morte nella culla: nonostante i tanti piedi buoni presenti nella rosa, i Gunners degli ultimi tempi paiono non avere idea di come mandare in porta un giocatore, se non preferendo un possesso palla sterile in cerca della giocata individuale o l’errore di posizionamento avversario.

I giocatori sembrano essere stati indottrinati a percorrere una strada a loro poco chiara. Il disappunto per il pareggio di Watford, scaturito da una pessima gestione del pallone in fase di costruzione dal basso, ne è stata la prova.

Mi auguro che il match di Francoforte non getti fumo negli occhi. Il risultato rotondo e le prestazioni dei giovani hanno spostato l'attenzione dai reali problemi che l'Arsenal di Emery ha ed avrà per chissà quanto altro tempo ancora.

Domenica con l'Aston Villa, ma soprattutto il match di fine mese ad Old Trafford contro il Manchester United, rappresenteranno un banco di prova per chi, come Emery, inizia a giocarsi la permanenza/rinnovo.


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