domenica 27 ottobre 2019


La vittoria in Europa League è stata positiva per due motivi: la qualificazione ai sedicesimi di finale, ormai virtualmente acquisita dati i sei punti di vantaggio sullo Standard Liegi, oggi terzo, e le tre partite rimaste da giocare; la doppietta messa a segno da Nicolas Pépé che - si spera - possa dare inizio alla carriera dell’ivoriano con i nostri colori.
A prescindere dalle scelte che farà Unai Emery, che ormai ho rinunciato a provare a capire, la partita di questo pomeriggio contro il Crystal Palace deve ripartire dalla grande prova dell’ivoriano e dalla determinazione mostrata da Mattéo Guendouzi, sempre più trascinatore di questa squadra.

L’AVVERSARIO
Attualmente ben visibili nei nostri retrovisori, con un misero punto a separarci, gli uomini di Roy Hodgson stanno crescendo e rappresentano oggi un rivale pericoloso; prima di perdere contro il Manchester City, infatti, il Crystal Palace aveva messo insieme due vittorie e un pareggio contro Wolves, West Ham e Norwich, un bottino di tutto rispetto che li ha proiettati nei quartieri alti della Premier League.
Trascinati da Zaha, che sembra aver digerito senza problemi la mancata cessione, e dalle percussioni a sinistra di van Aanholt, gli Eagles punteranno sulla fisicità del centrocampo e la velocità nelle ripartenze, una formula a noi particolarmente indigesta.
La sfida della scorsa stagione, che ci è costata in pratica il quarto posto, deve fungere da monito circa la pericolosità di un avversario sempre troppo sottovalutato.

CASA ARSENAL
La doppietta di Nicolas Pépé restituisce ossigeno al basco, sempre in bilico sulla panchina, ma il calendario sforna subito un’altra partita da vincere a tutti i costi: come l’avrà preparata, Unai Emery?
La formazione di giovedì sera lascerebbe intendere che né Kieran Tierney, né Héctor Bellerín, né Rob Holding, né Alexandre Lacazette partiranno titolari, quindi si prospetta il solito 4-2-3-1 con Bukayo Saka, l’eroe di coppa Nicolas Pépé e Pierre-Emerick Aubameyang in attacco. Niente di nuovo sotto il sole, quindi, anche se in realtà il cambiamento dovrebbe essere mentale e collettivo, prima che tecnico ed individuale. Ancora una volta mi ritrovo a pregare Unai Emery di mandare in campo una squadra arrabbiata ed aggressiva, che abbia voglia di schiacciare sull’acceleratore e non alzare mai il piede, fino a quando ci sarà benzina; ancora una volta sarò deluso, temo, e dovrò accontentarmi di una squadra che si abbassa e prova a colpire in contropiede. Spero almeno che, al fischio finale, abbia avuto ragione il tecnico.

LA FORMAZIONE
Tutti arruolabili tranne Reiss Nelson, tutti arruolati tranne Mesut Özil.
Nonostante le parole spese da Raúl Sanllehi e dallo stesso Unai Emery, il tedesco è rimasto fuori dalla lista dei convocati sia in occasione della trasferta a Sheffield che dalla partita casalinga contro il Vitória, giovedì, quindi ormai la spaccatura sembra insanabile. Avanti quindi con il 4-2-3-1 d’ordinanza e i soliti noti tra difesa e centrocampo, alla faccia del rendimento e delle qualità individuali; mi aspetto quindi i rientri di Sokratis, David Luiz, Sead Kolašinac, Granit Xhaka, Bukayo Saka e Calum Chambers, con gli intoccabili Bernd Leno, Pierre-Emerick Aubameyang, Mattéo Guendouzi e Nicolas Pépé a completare la formazione per dieci undicesimi. Il posto restante, a centrocampo, dovrebbe essere di Dani Ceballos, viste le difficoltà mostrate da Joe Willock nelle ultime due partite e l’ostracismo verso Mesut Özil.
Questi gli XI che Unai Emery dovrebbe mandare in campo questo pomeriggio: Leno, Chambers, Sokratis, David Luiz, Kolašinac; Xhaka, Guendouzi, Ceballos; Saka, Pépé, Aubameyang.

A disposizione: Martínez, Holding, Tierney, Torreira, Willock, Martinelli, Lacazette.

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