venerdì 18 ottobre 2019



Non so perché ma mi riesce sempre più difficile credere nel calcio di Unai Emery, principalmente perché non ho ancora capito che tipo di calcio sia.

Oggi però mi sento ottimista, forse perché è parecchio tempo che non giochiamo e quindi il ricordo dell’ultima prestazione è troppo lontano per essere limpido.
Da ottimista, mi dico che il nostro calcio migliorerà ora che Héctor Bellerín e Kieran Tierney sono di ritorno.

Va detto infatti che i terzini sono sempre stati un cardine per il gioco delle squadre di Unai Emery e la lista di giocatori che hanno brillato sotto gli ordini del basco è lunga.

Ci sono quelli che già erano bravi e si sono confermati, come Maxwell al PSG, Miguel al Valencia o Coke al Siviglia, e poi c’è una sfilza di terzini finiti sui taccuini di tutti gli osservatori d’Europa mentre erano allenati da Unai Emery: Thomas Meunier al PSG, Alberto Moreno a Siviglia o Jordi Alba e Juan Bernat a Valencia sono alcuni esempi.

La predilezione per le combinazioni sulle fasce è stata una costante nel percorso del tecnico basco, almeno fino all’arrivo a Parigi, dove ad imporsi è stato il 4-3-3; fino ad allora, le squadre di Unai Emery hanno sempre adottato il 4-2-3-1 con i due esterni d’attacco che andavano ad occupare posizioni più centrali, al fine di creare spazio per gli inserimenti dei terzini e prendere così di sorpresa la difesa avversaria.
In un certo senso, è un gioco simile a quello che vediamo oggi a Liverpool, con Mané e Salah che partono larghi per poi accentrarsi e lasciare campo a Alexander-Arnold e Robertson; anche senza sperare in cotanta fluidità ed efficacia, è lecito aspettarsi un netto miglioramento ora che i nostri due terzini titolari sono finalmente a disposizione.
Senza voler mancare di rispetto a nessuno, infatti, le qualità tecniche di Kieran Tierney e Héctor Bellerín sono infinitamente superiori a quelle di Sead Kolašinac e Ainsley Maitland-Niles o Calum Chambers, quindi la fase offensiva dovrebbe risultare molto più armoniosa.

Sulla carta, il rientro dei due titolari dovrebbe avere un effetto positivo anche sul rendimento di Nicolas Pépé - fino a qui deludente; l’ivoriano, va detto, si è spesso trovato a dover affrontare due, tre, quattro avversari senza nessuno con cui dialogare e ha dovuto abusare del dribbling, la sua arma migliore.
Uno dei movimenti più efficaci dell’ex giocatore del Lille è l’accentramento sul piede preferito, il sinistro, ma in quest’epoca di iper-analisi calcistica nemmeno il più isolati degli eremiti si sarebbe fatto sorprendere, quindi tutti i difensori della Premier League erano preparati ad affrontare l’ivoriano; con il rientro di Héctor Bellerín, tuttavia, quegli stessi difensori dovranno decidere se raddoppiare la marcatura su Nicolas Pépé oppure tenere alta la guardia sulla fascia, dove si staglierà la figura del fashionista catalano: un bel dilemma, rispetto alla corsa affannosa di Calum Chambers o ai cincischiamenti di Ainsley Maitland-Niles.

Lo stesso vale per la corsia opposta, dove il carrarmato bosniaco esegue sempre lo stesso movimento - l’unico a disposizione - e finisce con l’essere troppo prevedibile: corsa a testa bassa, spallata robusta d’ordinanza, cross basso all’indietro; con Kieran Tierney, invece, abbiamo un terzino che può andare sul fondo, crossare da posizione più arretrata, mantenere il possesso della palla per costringere l’avversario ad attaccare o pescare l’inserimento di un compagno con un pallone filtrante.
Una panoplia di opzioni nuove di zecca, per le quali gli avversari dovranno trovare delle contromisure, il tutto mentre Pierre-Emerick si muove nei paraggi o Bukayo Saka attacca la profondità.

Un quadretto niente male.
Basterà per farci ritrovare quell’entusiasmo fino ad ora limitato agli impegni di coppa?
Forse no ma sperare non costa nulla...


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