09 novembre 2019


Bernd Leno – voto 5.5: incolpevole su entrambe le reti subite, ha però commesso parecchi errori in fase di costruzione di gioco, mettendo sotto pressione i difensori. ALLARMANTE AMMINISTRAZIONE.

Calum Chambers – voto 6.5: il migliore della difesa dell’ Arsenal. L’unico capace di conuigare buone letture difensive a qualità da playmaker richieste per un gioco (?) come quello richiesto da Unai Emery, specialmente in fase di impostazione da dietro. COLONNA PORTANTE.

David Luiz – voto 6.5: forse la sua miglior partita con la maglia dell’ Arsenal da quando ha attraversato Londra verso Nord. La difesa a tre lo ha reso molto più tranquillo, coperto e libero di aggredire in aria Vardy oppure proporsi in fase di gioco. HABITAT NATURALE.


Rob Holding – voto 4: pessima partita per il ragazzo nativo di Bolton. Schierato a sinistra nella difesa a tre, ha totalizzato una % di misplaced passes da mani nei capelli ed ha gravi colpe sul goal di Vardy. Nonsense la scelta di preferirlo al più esperto Sokratis, per di più per un match teso ed intenso come questo. NOTTE HORROR.

Héctor Bellerín – voto 5.5: un po’ arrugginito in fase difensiva, si è proposto bene in attacco, buttandosi alle spalle di Ozil o Lacazette e aprendo interessanti corridoi da esplorare con passaggi filtranti. La pausa ci restituità un giocatore abile ed arruolabile. DIESEL.

Sead Kolašinac – voto 6: la tecnica è quel che è, ma il bosniaco ha provato a spingersi in attacco e aiutare in copertura lo spaesato Holding. Qualche buon taglio a rientrare, sempre la solita sostanza e il solito impegno. Una partita sufficiente. PRONTO INTERVENTO.

Lucas Torreira – voto 5: sulla scia dell’ ingresso a Guimaraes, l’ uruguagio ha giocato una partita pessima, lontana dagli standard alti a cui ci ha abituato l’ex centrocampista della Sampdoria. SPAESATO.

Mattéo Guendouzi – voto 4.5: altra partitaccia dell’ enfant prodige francese. Tanti errori, tante disattenzioni. Il ragazzo dai capelli riccioluti avrebbe forse bisogno di un bagno d’ umiltà e di toccare di nuovo il suolo. OVERHYPED.

Mesut Özil – voto 6.5: uno dei pochi a predersi delle responsabilità. Si è impegnato, ha creato gioco, collegato i reparti, corso, combattuto. Al momento è un giocatore a cui l’ Arsenal non può rinunciare nel modo più assoluto. TERZO OCCHIO.

Pierre-Emerick Aubameyang – voto 6: chiamato ad allargarsi vista la presenza di Lacazette, il gabonese ex BVB ha spinto sull’ acceleratore un paio di volte nel tentativo di creare superiorità numerica. Giusto annullare il goal. Spero che la pausa lo aiuti a ritrovare un po’ di energie, soprattutto mentali. PILE SCARICHE.

Alexandre Lacazette – voto 5.5: ha lottato, come sempre ha dato l’anima, ma i due goals sbagliati in area di rigore gridano vendetta. Che partita sarebbe stata se il francese avesse avuto la giusta lucidità e avesse battuto Schmeicheal? Chissà. NEBULOSO.

Nicolas Pépé – sv.

Joe Willock – sv.
Unai Emery – voto 5: la scelta di schierare la difesa a tre è stata azzeccata. La squadra oggi ha giocato bene, offerto un buon calcio, una discreta personalità. Purtroppo l’ aver trovato un accenno di svolta tattica al 9 di Novembre non può essere tollerato. Merita l’ esonero per ciò che ha combinato fino al fischio d’ inizio dell’ arbitro. TIME TO SAY GOOD EBENING.


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