giovedì 14 novembre 2019


È di oggi la notizia, riportata dal Mirror e da  Andrew Allen su Arseblog News, di un forte scontro tra Raúl Sanllehi e Sir Chips Keswick a proposito dell’introduzione di David O’Leary nel board del Club.

Non che abbia bisogno di presentazioni ma David O’Leary resta il giocatore con più presenze in assoluto con la maglia dell’Arsenal (722), spalmate su vent’anni di carriera, e uno dei difensori più forti e allo stesso tempo eleganti che abbiano graziato Highbury con la sua presenza.
Capitano tra il 1980 e il 1983, l’irlandese ha portato a casa due campionati, due FA Cup e due coppe di Lega, prima di appendere le scarpe al chiodo e diventare assistente di George Graham al Leeds United.
Promosso manager dopo la partenza di Graham, ha lanciato in prima squadra un gruppo di giovani e portato il Leeds costantemente tra le prime cinque in Premier League, ad una semifinale di coppa UEFA e una di Champions League, persa contro il Valencia. Tra i vari talenti svezzati da David O’Leary ci sono Kewell, Bowyer, Woodgate, Harte e Alan Smith, per citarne solo alcuni.

Insomma, qualcosa di calcio il nostro caro Spider conosce, quindi perché opporsi in maniera così brutale ad un suo ingresso nel direttivo del Club?

Secondo quanto riportato, lo scontro sarebbe stato molto pesante e il fatto che sia trapelato di certo non aiuta un Club attorno al quale circola così tanta negatività.
Vista dall’esterno, l’attitudine di Raúl Sanllehi è quella di un vero boss, come il suo titolo di Head of Football richiede, ma sarà indispensabile fare in modo che la sua autorità e il suo raggio d’azione non debordino; abbiamo passato una quindicina d’anni con Arsène Wenger a dettare legge a tutti i livelli del Club, non credo sia saggio tornare su quella strada: sempre secondo quanto riportato, tutte le decisioni più importanti sono prese da Raul Sanllehi, che si consulta esclusivamente con Edu e Vinai Venkatesham.
Una struttura malsana, che probabilmente ha causato la partenza di Sven Mislintat e sembra stia creando attriti tra le più alte sfere.

L’idea iniziale del “nuovo” Arsenal prevedeva una spartizione dei poteri decisionali tra persone competenti, ognuna nel proprio ambito, e un taglio netto con il passato; l’arrivo di David O’Leary, profondo conoscitore di calcio e dell’Arsenal, in un ruolo di consigliere calcistico è perfettamente in linea con la filosofia instaurata dopo la partenza di Arsène Wenger e dovrebbe essere incoraggiato, non ostracizzato - a meno che il nostro caro Don Raúl non si senta minacciato da questa nuova nomina e abbia paura che qualcuno gli faccia ombra.

Se così fosse, saremmo agli albori di una nuova dittatura, molto più feroce e molto meno competente di quella precedente.

Nessun commento:

Posta un commento

I Vostri Commenti