mercoledì 27 novembre 2019


Nuno. Espírito. Santo.
Cosí, dal nulla, il nome dell’attuale allenatore dei Wolves comincia ad insinuarsi nei discorsi dei giornalisti bene informati ed ecco che i maggiori allibratori danno il portoghese come favorito nella corsa alla sostituzione di Unai Emery.

Com’è possibile?

Senza nulla togliere al lavoro svolto da Nuno Espírito Santo, che ha stravinto un campionato difficile come il Championship, per poi guidare la squadra ad un inatteso settimo posto e alla semifinale di FA Cup, i Wolves non hanno mostrato nulla di trascendentale per giustificare tale interesse.
Nemmeno le esperienze precedenti del portoghese, che siano in Liga o nel campionato lusitano, hanno nulla di eccezionale - anzi: l’attuale allenatore dei Wolves è durato solo un anno sulla prestigiosa panchina del Porto, durante il quale è finito secondo in campionato nonostante una serie di 30 partite senza sconfitte, è uscito agli ottavi di Champions League per mano della Juventus ed è stato eliminato prematuramente da entrambe le coppe nazionali. Destino simile anche a Valencia, dove ad una prima annata positiva (4° in campionato) è seguito l’esonero a novembre della stagione successiva.

Perché il nome di Nuno Espírito Santo è improvvisamente saltato fuori, quando fino ad un minuto prima si parlava esclusivamente di Mikel Arteta, Freddie Ljungberg e Massimiliano Allegri?

La risposta fà venire i brividi: perché il suo agente è Jorge Mendes.

Nuno Espírito Santo, allora portiere, è stato il primo cliente del superagente portoghese, che lo ha aiutato a trasferirsi al Deportivo La Coruña dal Vitória; inoltre, Jorge Mendes è procuratore di Rubén Neves, João Moutinho, Diogo Jota, Rui Patrício, Pedro Neto - tutti attualmente giocatori dei Wolves - più Helder Costa e Ivan Cavaleiro, anch’essi transitati per il Molineux recentemente.

Il filo che lega Jorge Mendes, Nuno Espírito Santo e gran parte dei giocatori sotto contratto con la Gestifute, società alla quale fa capo il superagente lusitano passa - guarda caso - dal Rio Ave, dal Valencia e dal Porto - tutti Club che sono stati al centro di affari tanto legali quanto torbidi.

A quanto pare, Raúl Sanllehi ha vinto la guerra di cui parlavo l’altro giorno e l’Arsenal è ora un Club fondato sulle conoscenze e all’interno del quale a comandare sono i super-agenti come lo stesso Jorge Mendes o Kia Joorabchian.
La partenza improvvisa di Sven Mislintat, l’arrivo di Edu, i recenti screzi con Sir Chips Keswick ora assumono un significato più profondo e l’arrivo di Nuno Espírito Santo potrebbe confermare l’avvenuta trasformazione di un Club un tempo fondato su valori ben più profondi che il profitto e il successo a tutti i costi.

Unendo i puntini apparirà presto un disegno ben chiaro, per quanto brutto da vedere: se il Rio Ave è la versione beta e il Wolverhampton la Gen 2, l’Arsenal presto diventerà il Mendes FC 3.0

1 commento:

  1. Una volta c'era un uomo elegante e magnetico al comando che da solo portò al club "classe" fuori dal campo,"qualità" dentro il campo e "qualche" soddisfazione sportiva. Oggi invece sia dentro che fuori siamo orribili! E' pur vero che Sarri in tuta fa amare a molti il suo calcio, ma la tuta di Spirito Santo è molto diversa...Siamo proprio in caduta libera, aiuto!

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