04 novembre 2019


Chi ricorda la scena de Il Miglio Verde, quando il gigantesco John Coffey arriva alla prigione al grido di “uomo morto che cammina! uomo morto che cammina!”?
Capisco che il paragone possa suonare un po’ troppo estremo ma la situazione di Unai Emery è questa, il suo percorso sulla panchina non ha futuro.

Ormai sembra che non ci sia più nessun dubbio sul fatto che il basco non abbia un avvenire sulla panchina dell’Arsenal e che per il Club ora si tratti solo di capire quando esonerarlo e con chi rimpiazzarlo; uno scenario tra i peggiori, con continui spifferi dallo spogliatoio che raccontano di giocatori sempre più scettici e giornalisti notoriamente vicini al Club che parlano di possibili candidati e di tempistiche di esonero.
Solitamente, quando certi rumori cominciano a diventare di dominio pubblico, la fine è vicina.

Ha davvero senso aspettare ancora? Personalmente, non vedo quali possano essere i vantaggi: dopo una stagione e mezza di attesa, è assurdo aspettarsi che improvvisamente la squadra trovi fluidità di manovra, personalità e compattezza in fase difensiva - come per miracolo.
Abbiamo atteso, sperato e forse ci siamo addirittura illusi che prestazioni come quelle contro il Leicester e il Tottenham la scorsa stagione potessero essere la norma, anziché essere semplicemente l’eccezione; già il fatto che una manciata di prestazioni in tutta una stagione appaiono così brillanti è un brutto segno; ci possono essere serate più memorabili di altre ma la qualità di base dovrebbe essere già piacevole di per sé e in casa Arsenal non la è.
I nostri pomeriggi sono spesso troppo brutti, anche quando arrivano le vittorie, e rendono quindi l’occasionale prestazione di rilievo un evento più memorabile di quanto dovrebbe essere.

Dal momento che il piano è quello di disfarsi di Unai Emery, tanto vale farlo subito.
Non capisco il senso dell’attesa, non capisco l’utilità di lasciar passare ancora un po’ di tempo per ufficializzare una decisione che, in fondo, è già stata presa; le ultime notizie, diffuse da David Ornstein attraverso The Athletic, dicono che per ora il Club non ha intenzione di licenziare il basco, che potrebbe arrivare quindi alla fine della stagione: perché? Unai Emery non sarà più l’allenatore dell’Arsenal la prossima stagione, perché correre rischi inutili?

Mi sembra che Raul Sanllehi e il resto del direttivo stiano aspettando una scusa buona per esonerare il tecnico, prendendo così dei rischi enormi: cosa succede se per caso vinciamo a casa del Leicester? Che succede se imbrocchiamo una serie di risultati positivi, magari in controtendenza con le prestazioni, come successo l’anno scorso? Che facciamo se la squadra si rilancia in Premier League e avanza in Europa League?
Il rischio è quello di ritrovarsi di nuovo ad un punto, in primavera, nel quale la posizione in classifica è ottima ma non ancora consolidata e quindi rischiare un nuovo di fallire miseramente l’obiettivo nelle battute finali, ritrovandosi di nuovo a giocare l’Europa League.

Ci sono buone probabilità di finire in un circolo vizioso che porterà Pierre-Emerick Aubameyang e Alexandre Lacazette lontano dall’Emirates Stadium e che farà seriamente riflettere qualsiasi allenatore di alto livello, dal momento che la Champions League sarà ancora un miraggio; di conseguenza, la panchina verrebbe affidata ad un allenatore emergente o di secondo livello, come Unai Emery, che faticherebbe a raggiungere l’El Dorado della Champions League e resterebbe in carica un paio di stagioni, per poi lasciare la panchina all’allenatore seguente.

Assumi, licenzia, ripeti. Assumi, licenzia, ripeti.
Il tutto mentre lo stadio di svuota, gli sponsor scappano e il balsone dell’Arsenal Football Club sbiadisce inevitabilmente.

2 commenti:

  1. Deve essere esonerato subito e sostituito non con un traghettatore ma con un tecnico, a lunghissimo termine, che da subito deve prendersi la responsabilità di raggiungere quest'anno la qualificazione alla champions.

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