sabato 23 novembre 2019


Passato l’ultima sosta per le Nazionali del 2019, è tempo di tornare a giocare in Premier League e  - speriamo -  a vincere. L’avversario odierno il Southampton penultimo in classifica ma “pericoloso in trasferta”, secondo Unai Emery. Come successo a Leicester, anche questa partita restituisce l’immagine dell’ultima spiaggia per il tecnico basco, perennemente sotto esame. Abituiamoci, sarà così da qui alla fine dell’anno, almeno; l’atmosfera attorno alla squadra è quella che è, toccherà a Unai Emery e ai suoi giocatori trovare, da soli, il modo di ribaltare una situazione spinosa e, speriamo, riconquistare i tifosi.

L’AVVERSARIO
Otto punti in dodici partite, sei sconfitte nelle ultime sette partite, tra le quali spicca ovviamente lo storico 1-9 rimediato dal Leicester, al St. Mary’s stadium - questo è il Southampton. Non so se le parole di Unai Emery siano vere o semplicemente di facciata ma, per quanto le sole due vittorie del Southampton siano in effetti arrivate in trasferta, l’avversario di oggi non dovrebbe rappresentare un problema per una squadra come l’Arsenal.
Il condizionale è d’obbligo, visto quanto successo contro Sheffield United, Crystal Palace e Wolves, ma non vincere in casa contro il Southampton sarebbe un ulteriore tonfo, forse l’ultimo di Unai Emery. Di certo la sosta avrà permesso ai Saints di fare il punto e magari rivedere il 5-4-1 d’ordinanza, fino a qui deludente soprattutto in zona gol; il ritorno di Djenepo offirà un bell’auto a Ings, ex-Liverpool, che spesso si è trovato solo davanti.

CASA ARSENAL
Come detto, non c’è alternativa alla vittoria per noi: un altro passo falso ci allontanerebbe ulteriormente dalla zona Champions e potrebbe voler dire la fine della corsa per Unai Emery, nonostante il supporto della dirigenza. Nelle prossime tre settimane affronteremo rispettivamente la penultima, l’ultima e l’undicesima della classe, due delle quali in casa, quindi non fare bottino pieno sarebbe imperdonabile.
Mentre a tenere banco sono principalmente le vicende extra-calcistiche di Granit Xhaka, Lucas Torreira e Pierre-Emerick Aubameyang, Hector Bellerín ha lanciato un accorato appello all’unità, nello spogliatoio come sugli spalti, per risollevare le sorti e il morale di un ambiente depresso e disilluso. Basterà? No, a meno che non si assista ad una prestazione soddisfacente e una vittoria indiscutibile.
L’avversario sembra essere quello giusto per invertire una brutta tendenza, almeno sulla carta: non mi aspetto una vittoria-record come quella del Leicester ma sarebbe bello - e rassicurante - vedere una squadra decisa a vincere in maniera larga e convincente.

LA FORMAZIONE
Dani Ceballos è ancora infortunato e ne avrà per almeno altre tre settimane, mentre Rob Holding e Sokratis hanno accusato dei leggero fastidi e non ha partecipato all’allenamento di giovedi; stessa sorte è toccata a Nicolas Pépé, non infortunato ma rientrato in ritardo dagli impegni internazionali con la Costa d’Avorio. Tutti disponibili gli altri, tra i quali potrebbe rientrare anche Granit Xhaka: lo svizzero non ha ancora voltato pagina e dichiarato apertamente di non poter ancora accettare quanto successo, mentre Unai Emery ha confermato che l’ex capitano sta meglio e potrebbe essere preso in considerazione per la partita di oggi: dove sta la verità? Impossibile dirlo. Sarà interessante vedere se Unai Emery continuerà con il 3-4-1-2 nonostante l’impegno casalingo relativamente facile: così fosse, l’unico cambio di rilievo potrebbe riguardare la corsia sinistra, dove Kieran Tierney dovrebbe sostituire Sead Kolašinac. Se invece dovessimo tornare alla difesa a quattro, forse potremmo finalmente vedere Mesut Özil, Nicolas Pépé, Alexandre Lacazette e Pierre-Emerick Aubameyang in campo contemporaneamente - ipotesi che però tenderei ad escludere. Questi gli XI che Unai Emery dovrebbe mandare in campo oggi pomeriggio: Leno, Chambers, Sokratis, David Luiz, Bellerín, Guendouzi, Torreira, Tierney, Özil, Aubameyang, Lacazette.

A disposizione: Martínez, Holding, Kolasinac, Willock, Saka, Pépé, Martinelli.

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