lunedì 9 dicembre 2019


Cosa aspettarci da questa partita? Non lo so più nemmeno io.
Le scottature contro Norwich e Brighton sono ancora lì, ben presenti, quindi non esiste più una partita dalla quale io possa ragionevolmente aspettarmi qualcosa di positivo. Non intendo dire che mi aspetto un’altra sconfitta ma semplicemente non ho più la forza di tirar su la testa e dirmi che “andrà tutto bene”.
Preferisco tenere un profilo basso, magari essere anche vagamente fatalista e lasciarmi sorprendere, piuttosto di credere ancora una volta che “questa sarà la partita della svolta”.
Due, tre o perfino quattro partite non vinte possono essere una coincidenza, otto partite senza vittorie sono un verdetto ineluttabile: questa squadra al momento è inaffidabile.

L’AVVERSARIO
Sei sconfitte, due pareggi ed una sola vittoria nelle ultime nove partite; nove gol segnati e diciotto subiti. Questo è il West Ham degli ultimi due mesi eppure non basta affinché faccia capolino un po’ di sano ottimismo. Il 4-5-1 di Pellegrini non funziona e alcuni dei nuovi acquisti, celebrati in pompa magna da stampa e opinionisti, non stanno facendo la differenza come ci si aspettava - ecco quindi che il West Ham si ritrova a scherzare col fuoco.  Attenzione però, perché come diceva un vecchio saggio: “la forma è momentanea, la classe è permanente” e quindi giocatori di valore assoluto come Felipe Anderson, Fornals e Yarmolenko possono indovinare la prestazione della domenica in qualsiasi momento - quale squadra si presta meglio a improvvise rinascite? Ecco, appunto...

CASA ARSENAL
Un punto in due partite, ritenute sulla carta “facili”, ed ecco che Freddie Ljungberg si ritrova già sotto pressione: come reagirà lo svedese? L’aria dentro e intorno al Club è a dir poco elettrica, con Pierre-Emerick Aubameyang, Alexandre Lacazette e Mesut Özil visibilmente nervosi durante la sconfitta interna contro il Brighton: se il primo ha preso a male parole il giovane Joe Willock - una pessima reazione, da capitano - gli altri due erano molto arrabbiati ma non è chiaro verso chi: con l’allenatore? Col pubblico? L’uno con l’altro? Evidentemente non sappiamo tutto delle dinamiche dello spogliatoio ma non sembra che a regnare sia l’armonia, come dice invece il motto del Club. Tutta questa energia, però, può diventare un’arma in più, se indirizzata in modo positivo, e fare la differenza al London Stadium. Resta da vedere se Freddie Ljungberg saprà incanalare questa rabbia...

LA FORMAZIONE
La buona prova di Nicolas Pépé, entrato ad inizio ripresa e immediatamente protagonista, dovrebbe essere stata sufficiente per convincere Freddie Ljungberg a lanciare l’ivoriano dal primo minuto. Per il resto, il turnover potrebbe essere notevole, per due fattori: le prestazioni di alcuni singoli e il calendario stagionale, pieno di partite ravvicinate.
Nel primo caso a pagar dazio potrebbero essere Mesut Özil e Joe Willock, mentre nel secondo caso potrebbero riposare Sead Kolašinac e Alexandre Lacazette: ad entrare nell’undici titolari dovrebbero essere Mattéo Guendouzi, Kieran Tierney, Nicolas Pépé e il giovane Gabriel Martinelli - anche se quest’ultimo potrebbe dover aspettare la partita contro lo Standard Liegi in Europa League per guadagnarsi un posto da titolare.
Sicuri della conferma solo Bernd Leno e Pierre-Emerick Aubameyang, assolutamente intoccabili da inizio stagione ad oggi, a disegnare un quadro più che inquietante per il nostro Club: non esistono giocatori dal rendimento sufficiente a garantire un posto tra i titolari.
Questi gli undici sui quali potrebbe far affidamento Freddie Ljungberg, questa sera: Leno, Bellerín, Sokratis, David Luiz, Tierney, Xhaka, Guendouzi, Torreira, Pépé, Martinelli, Aubameyang.

A disposizione: Martínez, Chambers, Kolašinac, Willock, Özil, Nelson, Lacazette.


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