lunedì 2 dicembre 2019


Il regno ad interim di Freddie Ljungberg è iniziato.
Lo svedese, che ha temporaneamente preso le redini della squadra dopo l’esonero di Unai Emery, ha sorpreso tutti schierando un 4-3-3 ibrido e promuovendo titolari Joe Willock e soprattutto Shkodran Mustafi - una scelta che purtroppo ci è costata cara.

Si può tranquillamente dire che quello dell’ex Invincible non sia esattamente un debutto da ricordare, perché il secondo tempo ci ha mostrato tutti i limiti di una squadra in piena crisi d’identità e di fiducia; non fosse stato per un paio di grandi parate di Bernd Leno, infatti, i padroni di casa avrebbero portato a casa i tre punti.

C’è ancora moltissimo lavoro da fare per Freddie Ljungberg e temo che alcune lacune non potranno mai essere corrette, perché strettamente legate alle caratteristiche dei singolo: mi riferisco ovviamente a Shkodran Mustafi ma anche a Calum Chambers e David Luiz, per citarne alcuni, ognuno individualmente inadeguato come difensore e difficilmente migliorabile, soprattutto nel breve termine.
L’unico modo per ovviare alle carenze dei singoli è lavorare sulla fase difensiva collettiva e qui, con la collaborazione di Per Mertesacker, Freddie Ljungberg potrebbe riuscire a fare la differenza - vedremo come si comporterà la squadra contro Brighton, Standard Liegi e West Ham, prima dell’arrivo all’Emirates Stadium del Manchester City.

Oltre agli aspetti negativi, tuttavia, a Carrow Road si è visto anche qualche spunto positivo - soprattutto nel primo tempo: squadra padrona del pallone, buone combinazioni dal centrocampo in su, distanze più corte e baricentro molto più alto sono state le note liete del pomeriggio - prima che la difesa rovinasse tutto.
Come ho scritto al 9° minuto della partita, durante la diretta Twitter, fin dalle prime battute siamo sembrati una squadra completamente diversa rispetto a quella che solitamente scendeva in campo con Unai Emery in panchina: più autoritaria, più intraprendente e meno passiva - tutti segnali che convergono nella direzione giusta.

Nonostante il risultato identico, questo pareggio per due a due ha un sapore tutto diverso rispetto a quello interno contro il Southampton e potrebbe davvero significare un momento spartiacque per il resto della stagione; nonostante gli errori difensivi, infatti, la squadra ha saputo creare occasioni da gol (16) e dominare nettamente il possesso palla (60%), tornando ad un modo di giocare molto più in linea con la tradizione del Club e soprattutto con i giocatori a disposizione.
Con una maggiore incisività sotto porta, infatti, il primo tempo sarebbe potuto finire in modo diverso e quindi tutta la partita avrebbe potuto prendere un’altra piega; la storia non si fa con i sé e con i ma, tuttavia sussistono abbastanza indicazioni positive per pensare che le prossime partite - esclusa quella contro il Manchester City - possano riportarci a stretto contatto con Tottenham e Chelsea e quindi di nuovo in corsa per la qualificazione alla prossima Champions League.

Il futuro non è ancora roseo ma di certo meno cupo, dopo ieri pomeriggio.

3 commenti:

  1. Si dice che il buongiorno si vede dal mattino, ieri non è stato un buon mattino! Per niente! Avanti il prossimo, please!

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  2. È un po' troppo severo giudicare Ljungberg dopo un allenamento e una partita!

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  3. E' vero ed il mio è un semplice sfogo! Ci mancherebbe. Auguro a Ljunberg una luminosa carriera ricca di vittorie. Però alcune piccole accortezze ieri avrei proprio volute vederle, vista la sua conoscenza dell'era Wenger e di Emery.
    1) Se in campo hai contemporaneamente Ozil, Lacazette ed Auba (così come Pepè - ma quello è un capitolo a parte) non avrai mai una squadra equilibrata. In fase di non possesso non pressano, non difendono e non sono mai dietro la linea della palla. Quanti giocatori passivi puoi concedere a qualsiasi avversario?
    2) Ha parlato di migliorare nelle transizioni passive (bella scoperta!), ma se schieri insieme i 3 di cui sopra come vuoi recuperare il possesso? Sarai sempre in sofferenza in mezzo al campo e non riuscirai mai ad aggredire immediatamente gli avversari, proprio per non concedere quella situazione.
    3) In ogni caso, poi, c'è bisogno in campo di quello che una volta era chiamato "incontrista" (Emery nella sua ultima partita aveva messo li in mezzo David Luiz - peccato si sia infortunato perchè poteva essere la scelta giusta). Avrei voluto vedere riconfermata quella scelta.
    4) Tutti i nostri difensori peccano in quella che dovrebbe essere la loro migliore qualità: saper difendere! Perciò perchè non aiutarli con un filtro diverso in mezzo al campo. I 3 centrocampisti schierati ieri erano adeguati in questo? E solo in tre?
    5) Bisogna imporsi e giocare anche un bel calcio ma se la base di partenza non è l'equilibrio (attenzione non la difesa!) non si va da nessuna parte.

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