martedì 17 dicembre 2019


La sconfitta subìta contro il Manchester City non è stata esattamente una sorpresa, vero?
Nonostante il periodo di forma poco brillante, infatti, gli uomini Guardiola restano anni luce avanti a noi e la qualità degli uomini in campo - combinata al caos tecnico e societario - è impietosa, quasi umiliante.

Come da copione, quindi, il Manchester City ha fatto bottino pieno all’Emirates Stadium per la terza volta di fila. A deludere, semmai, è stato il modo in cui questa vittoria è arrivata: il Manchester City non ha dovuto premere più di tanto sull’acceleratore ma ha semplicemente, cinicamente approfittato delle nostre lacune più evidenti.
Mi riferisco ovviamente alla mancanza di coordinazione tra i reparti e la generale passività dimostrata nella fase di non possesso palla, che sia da parte degli attaccanti, dei centrocampisti o dei difensori.

Le parole di de Bruyne nel post-partite sono suonate come una sentenza inappellabile:
Loro [l’Arsenal, NdR] hanno sempre tenuto quattro giocatori in attacco, ad eccezione di Martinelli, che rientrava un po’ più spesso, quindi abbiamo sempre trovato spazi in qualche zona del campo. Credo sia molto difficile per i sei difensori controllare i nostri attacchi perché arrivavano da qualsiasi area. Credo abbiano lasciato alcuni spazi aperti e noi li abbiamo sfruttati molto bene.”
Non serviva necessariamente il belga per capire quali fossero stati i nostri problemi principali, fin troppo evidenti e dolorosi, semmai le dichiarazioni del centrocampista del Manchester City sono utili ad aprire nuovi interrogativi: perché Sterling, Gabriel Jesus, Foden e lo stesso de Bruyne lavorano così tanto anche senza palla, mentre i nostri Pierre-Emerick Aubameyang, Nicolas Pépé e Mesut Özil passeggiano?
Perché alcuni dei nostri giocatori lanciano il pressing e gli altri non seguono? Perché non è ancora chiaro se vogliamo attuare una vera pressione sull’avversario o attendere nella nostra metà campo?
Perché nessuno dei nostri è in grado di spendere un fallo per fermare l’azione avversaria, lasciando che i propri dirimpettai attraversino il campo?

Delle tante statistiche pubblicate dopo la partita contro i Citizens, una della più allarmanti riguarda i falli commessi: noi, la squadra che ha preso tre gol, abbiamo commesso appena nove falli mentre loro, quelli che hanno vinto senza faticare, ne hanno commessi VENTIQUATTRO, quasi il triplo.

C’è qualcosa che non torna, non trovate anche voi?
Forse siamo semplicemente ingenui ma è sembrato di assistere ad una partita tra ragazzini e adulti, con i giocatori dell’Arsenal cornuti e mazziati.

Il primo compito del prossimo allenatore, che sia Mikel Arteta o un altro, sarà questo: instillare una determinazione feroce, un’etica del lavoro impeccabile ad un gruppo di giocatori, quello attuale, che sembra spaesato o, nella peggiore delle ipotesi, semplicemente disinteressato.

Nessun commento:

Posta un commento

I Vostri Commenti