venerdì 13 dicembre 2019


Se il Manchester City è in crisi come suggeriscono i tabloid, noi come siamo messi?
Reduci dalla sconfitta nel derby di Manchester, gli uomini di Guardiola hanno perso ulteriore terreno dal Liverpool, oggi capolista a +14; basta questo per classificare il Manchester City come una squadra in crisi? Non scherziamo. La partita di oggi mette di fronte una compagine in leggera flessione - loro - e una in evidente stato confusionale - noi: fare risultato oggi sarebbe un passo avanti incredibile per la nostra autostima e, di riflesso, per la nostra stagione; fare risultato oggi, tuttavia, dovrebbe essere considerata un’impresa.

L’AVVERSARIO
Sconfitti in maniera meritata dal Manchester United, il Manchester City sembra aver già detto addio alla possibilità di portare a casa un terzo titolo consecutivo - impresa riuscita per l’ultima volta al Manchester United, tra il 2006 e il 2009. Già sconfitti quattro volte in campionato, i Citizen devono assolutamente tornare a vincere per rimettersi in carreggiata ed evitare di essere risucchiati nella lotta per la qualificazione alla prossima Champions League - un’eventualità mai presa in considerazione fino a qui: il Chelsea (4°) è distante appena tre lunghezze e il Manchester United (5°) rischia di arrivare a -7, se dovesse battere l’Everton; inoltre il Leicester, attualmente a +6 sugli uomini di Guardiola, potrebbe allontanarsi ancora di più, prima di arrivare all’Etihad Stadium. Se alla motivazione aggiungiamo la statistiche, è bene ricordare che il Manchester City non perde due partite di fila da dicembre 2018, quando si è inclinato a Crystal Palace e Leicester.
Per quanto riguarda la formazione, Guardiola dovrà fare a meno di Aguero e Stones, infortunati, e potrebbe dover rinunciare anche a David Silva, anche se lo spagnolo sarà testato poche ore prima della partita.

CASA ARSENAL
Poche novità in casa nostra, purtroppo: sul fronte allenatore è ancora silenzio radio, almeno in apparenza, così Freddie Ljungberg avrà un’occasione in più per impressionare la dirigenza e ottenere il mandato fino a fine stagione - se non oltre. La situazione è tutt’altro che ideale e il fatto di dover affrontare un avversario di questo calibro senza la mente sgombra da futili speculazioni non aiuta né la squadra, né Freddie Ljungberg stesso; il fatto che lo svedese non abbia ancora nominato uno staff tecnico lascia intendere che la sua posizione resti instabile e non ha altro effetto che alimentare i pettegolezzi.
Archiviato, non senza fatica, il passaggio del turno in Europa League, è ora di concentrarsi di nuovo sulla rincorsa impossibile alla Champions League, oggi distante sette punti: senza una lunga serie di risultati positivi - possibilmente vittorie, anche se il calendario non aiuta - il capitolo potrà essere chiuso già durante le feste. Quella di oggi è una partita spartiacque per la nostra stagione, inutile nascondersi.

LA FORMAZIONE
Le notizie dall’infermeria non sono rassicuranti: Granit Xhaka, Kieran Tierney, Rob Holding e Dani Ceballos non sono disponibili, mentre Hector Bellerín e Nicolas Pépé restano in dubbio. Resta da vedere se la difesa a tre schierata da Freddie Ljungberg in Europa League contro lo Standard Liegi è stata un’eccezione o una prova generale in vista della visita del Manchester City: io propendo per la prima ipotesi, quindi oggi pomeriggio mi aspetto piuttosto un 4-3-3 o 4-2-3-1, a seconda della posizione di Mesut Özil. I dubbi di formazione riguardano il centrocampo, dove la sostituzione di Granit Xhaka si annuncia problematica: sia Mattéo Guendouzi che Joe Willock sono rimasti in campo per tutti i novanta minuti a Liegi, quindi è difficile intuire quali siano i pensieri di Freddie Ljungberg. Altro dubbio la potenziale sostituzione di Nicolas Pépé, nel caso l’ivoriano non recuperi: Reiss Nelson sarebbe il candidato naturale ma Alexandre Lacazette potrebbe rientrare nell’equazione, nel caso di un cambio di modulo.
Questi i possibili XI che scenderanno in campo contro il Manchester City : Leno, Bellerín, Chambers, Sokratis, Kolašinac, Torreira, Guendouzi, Pépé, Özil, Martinelli, Aubameyang.

A disposizione: Martínez, David Luiz, Maitland-Niles, Willock, Saka, Nelson, Lacazette.

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