mercoledì 1 gennaio 2020

Buon 2020, Gooners! 
L'anno nuovo inizia con una partita di cartello, almeno sulla carta: all'Emirates Stadium arriva il Manchester United di Solskjær - il manager dalle mille vite: sempre ad un passo dal l'esonero eppure ancora lì, con la squadra rediviva. 
Anche se oggi questa sfida non ha il sapore di un tempo, resta immutato il fascino dei due Club e di una partita mai banale: per i Red Devils è una tappa in più non nella corsa alla Champions League mentre per noi, dopo la sconfitta interna subita contro il Chelsea, è solo una questione di orgoglio. 

Quella con i Blues è stata la quarta sconfitta interna consecutiva, un primato del quale avremmo fatto volentieri a meno. 

L'AVVERSARIO 
Come detto, il Manchester United è una squadra in salute: alla vittoria interna contro il Newcastle (4-1) è seguita quella esterna contro il Burnley, ed ecco che il quarto posto non è più un miraggio. 
La rinascita degli uomini di Solskjær è coincisa con quella di Rashford e Martial, che hanno ritrovato la via del gol al momento giusto; con loro sono esplosi anche James, una delle rivelazioni del campionato, e altri giovani come McTominay - in gol nel pareggio all'andata - e il terzino sinistro Williams, uomo partita a Turf Moor. 
Il vero pericolo, tuttavia, sarà Lingard: oltre ad essere sempre decisivo contro di noi, infatti, il centrocampista inglese ha chiuso il 2019 con zero gol e zero assist - pronti a vederlo in formato Messi, stasera? 

CASA ARSENAL 
Incerottati, col morale sotto le suole e niente più da chiedere al campionato dopo la sconfitta interna col Chelsea, eccoci arrivare alla sfida di stasera con il solo obiettivo di fermare l'emorragia di sconfitte casalinghe. L'Emirates Stadium è stato terreno di conquista per il Manchester City, Eintracht Francoforte, Brighton e Chelsea, è ora di fermare tutto. 
L'ultima tegola è l'infortunio al legamento crociato di Calum Chambers, che verosimilmente perderà il resto della stagione e che obbligherà la dirigenza a tornare urgentemente sul mercato: se il reparto era già qualitativamente inadeguato, ora è anche numericamente scarno: i soli difensori centrali a disposizione di Mikel Arteta restano infatti Sokratis, David Luiz, Shkodran Mustafi, Rob Holding (acciaccato) e Dinos Mavropanos. Se a questo aggiungiamo l'emergenza che riguarda i terzini sinistri, ecco che la situazione diventa insostenibile. 
Raúl, Edu…tocca a voi. 

LA FORMAZIONE 
Tre infortunati, quattro malconci, due che non si sono allenati: questa è la situazione attuale in difesa. Gli unici giocatori completamente pronti sono David Luiz, Dinos Mavropanos e Ainsley Maitland-Niles, quindi i problemi per Mikel Arteta cominciano proprio qui. Shkodran Mustafi e Bukayo Saka non si sono allenati ieri, mentre Héctor Bellerín e Rob Holding stanno ancora recuperando dai rispettivi infortuni. 
Fortunatamente torna a disposizione Granit Xhaka, assente per influenza contro il Chelsea, unica buona notizia uscita dall'infermeria. Dati i tanti impegni ravvicinati delle ultime due settimane, stasera potremmo vedere in campo qualche volto nuovo, quello di Nicolas Pépé su tutti: l'ivoriano è stato fino a qui escluso prima da Unai Emery, poi da Freddie Ljungberg e ora anche da Mikel Arteta, segno che l'ambientamento in Premier League è ancora in corso. 
Questi gli XI che potrebbero scendere in campo questa sera: Leno, Bellerín, Sokratis, David Luiz, Maitland-Niles, Torreira, Xhaka, Smith-Rowe, Pépé, Aubameyang, Lacazette. 
A disposizione: Martínez, Mavropanos, Holding, Willock, Guendouzi, Özil, Nelson. 

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