martedì 21 gennaio 2020


Quella di stasera non è un’ultima spiaggia o per lo meno non dovrebbe essere considerata come tale.
Nonostante le parole di Mikel Arteta, che ha detto che nessun Club può permettersi di mandare in soffitta una stagione quando restano quindici partite da giocare, la classifica dice che le possibilità di una qualificazione europea sono minime. Stasera in ballo per noi ci sono l’orgoglio, la credibilità, l’autostima e non la posizione in classifica. Questa sera ci giochiamo la possibilità di ribadire alla Premier League che esistiamo, che siamo vivi e pronti a lottare.
 
L’AVVERSARIO
Sconfitti a St. James’ Park da un colpo di testa di Isaac Hayden, prodotto di Hale End, gli uomini di Lampard restano comunque saldi al quarto posto - complice la sconfitta del Manchester United a casa del Liverpool. Il cammino dei Blues è costellato di sconfitte inattese - sei nelle ultime undici uscite - e l’obbligo è quindi quello di ritrovare continuità, prima che la corsa al quarto posto si riapra troppo.
Vittoriosi all’Emirates Stadium dopo un cambio di formazione che ha visto Lampard passare ad un più familiare 4-3-3 dopo aver iniziato col 3-5-2, i Blues dovrebbero verosimilmente riproporre lo stesso schieramento, con Jorginho a dettare i ritmi, supportato da Kanté e Mount. Se Mikel Arteta dovesse confermare la posizione ibrida da Granit Xhaka, schierato quasi come terzo centrale difensivo contro lo Sheffield United, allora il centrocampo del Chelsea potrebbe fare di nuovo la differenza.

CASA ARSENAL
Il pareggio interno contro lo Sheffield United è la foto perfetta dell’inizio di carriera di Mikel Arteta all’Arsenal: una buona prestazione, qualche difficoltà nel creare chiare occasioni da gol e una punizione crudele e implacabile, spesso alla prima o addirittura unica occasione per gli avversari. Se gli inizi di Unai Emery sono stati caratterizzati da prestazioni mediocri e risultati eccezionali, quelli di Mikel Arteta sono l’opposto: contro Chelsea, Crystal Palace e Sheffield United avremmo meritato più di quanto abbiamo raccolto. Al momento possiamo consolarci con la migliore organizzazione che vediamo in squadra e con la chiara identità di gioco che Mikel Arteta sta costruendo, tuttavia i risultati restano preoccupanti. Il prossimo passo per il tecnico, il più difficile da compiere, sarà migliorare la nostra fase offensiva - ora che quella difensiva è meno orripilante: per quanti giocatori offensivi possiamo mettere in campo contemporaneamente, la qualità del nostro gioco non è sufficiente e le occasioni da gol sono troppo sporadiche. Dato il probabile dominio territoriale che possiamo aspettarci stasera dal Chelsea, la partita di Stamford Bridge sarà l’occasione buona per sfruttare di più la velocità di Nicolas Pépé e Gabriel Martinelli in contropiede, scommettendo sui palloni lunghi di David Luiz e Granit Xhaka.

LA FORMAZIONE
Due le novità dall’infermeria, una negativa e una positiva: Reiss Nelson ha un problema muscolare che lo terrà fuori per le prossime tre settimane, mentre Héctor Bellerín può considerarsi completamente recuperato; resta in dubbio Sokratis, influenzato, ma la sua presenza stasera contro il Chelsea non è da escludersi. La sensazione è che Mikel Arteta chiederà un ulteriore sforzo ai soliti sospetti, per poi applicare un turnover più sostenuto contro il Bournemouth in FA Cup, lunedì prossimo.
Se così fosse, l’unico cambio rispetto agli undici che hanno pareggiato contro lo Sheffield United potrebbe essere Héctor Bellerín per Ainsley Maitland-Niles, molto impiegato nelle ultime settimane: il tecnico, non per caso, ha ribadito che l’inglese non è un terzino di ruolo e che sta facendo del proprio meglio e potrebbe quindi rivolgersi ad uno specialista - l’unico attualmente a disposizione.
Questi i possibili XI che scenderanno in campo a Stamford Bridge: Leno, Bellerín, Sokratis, David Luiz, Saka, Torreira, Xhaka, Özil, Pépé, Martinelli, Lacazette.

A disposizione: Martínez, Holding, Mustafi, Guendouzi, Willock, Ceballos, Nketiah.

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