24 gennaio 2020


“Tutto tace, tutto è pace.”
È un passaggio di un libro per bambini che mi è capitato di leggere più volte, ultimamente, e che trovo molto confortante; rimanda alla tranquillità, alla calma della sera, al momento prima di addormentarsi.

Applicato ad un altro contesto, ovvero all’Arsenal, non ha lo stesso effetto: la calma, quantomeno apparente, che circonda il Club in questi ultimi giorni di mercato non è per niente confortante ma produce ansia, più che serenità.
 
Ora che le emozioni legate all’insperato pareggio di Stamford Bridge si sono posate, ora che la prestazione coraggiosa dei ragazzi di Mikel Arteta può andare in archivio, è doveroso pensare al futuro, immediato e non; per fare in modo che il due a due di martedì scorso non resti un momento di goduria isolato ma diventi invece il punto di partenza di qualcosa di speciale, la dirigenza deve muoversi per rinforzare la squadra.

Esiste una vera emergenza difensiva, con Calum Chambers e Kieran Tierney fuori fino alla fine della stagione e Shkodran Mustafi difficilmente recuperabile dopo l’ennesimo errore difensivo, quindi è indispensabile aggiungere un difensore al reparto o Mikel Arteta si ritroverebbe senza opzioni: per farvi un esempio, lunedì sera andremo al Vitality Stadium di Bournemouth con appena quattro difensori di ruolo: Héctor Bellerín, Sokratis, Sead Kolašinac e Rob Holding, due dei quali reduci da lunghi infortuni.

Pur tenendo in considerazione l’acquisto di William Saliba, uno dei difensori più promettenti del panorama europeo, resta necessario rinforzare la cerniera centrale e, se possibile, aggiungere un terzino di ruolo; come ripetuto più volte dal tecnico, né Ainsley Maitland-Niles, né Bukayo Saka sono difensori di ruolo e non si può chieder loro di fare sempre gli straordinari.
Per come la vedo io, sarebbe imperdonabile non concedere le giuste risorse ad un tecnico che ha già dimostrato di poter aver un effetto molto positivo sui giocatori e sulla situazione generale della squadra, correndo così il rischio di smorzare l’ondata di entusiasmo che sta accompagnando questo periodo.

Anche a centrocampo siamo troppo leggeri, non tanto numericamente ma piuttosto per varietà di profili disponibili: non abbiamo un rimpiazzo per Lucas Torreira, non abbiamo un sostituto per Mesut Özil e ci ritroviamo con troppi centrocampisti sufficientemente bravi in tutto ma non specializzati in un ruolo specifico.
Mattéo Guendouzi e Joe Willock, ad esempio, sono perfetti per un centrocampo che prevede due centrali ma non possono né giocare davanti alla difesa con l’uruguaiano, né gestire gli spazi come il tedesco, rendendoci quindi completamente dipendenti da questi due.
Lascio volontariamente fuori dall’equazione Dani Ceballos, centrocampista che tecnicamente potrebbe ricoprire il ruolo oggi occupato da Mesut Özil, perché lo spagnolo sembra sempre più vicino ad un ritorno al Real Madrid, dato lo scarso utilizzo da parte di Mikel Arteta.

Così fosse, ci ritroveremmo ancora più scoperti, dato il prestito di Emile Smith-Rowe all’Huddersfield - un altro giocatore con le caratteristiche giuste per operare tra le linee.

Walk the talk, dicono gli anglofoni: al sostegno pubblico per Mikel Arteta e ai proclami fatti ai tifosi ora devono seguire azioni concrete, investimenti mirati che possano permettere alla squadra di continuare il percorso di evidente crescita iniziato con l’arrivo dell’allenatore spagnolo.
Altrimenti si rischia di far passare il messaggio, totalmente sbagliato, che questa stagione è già persa e questo potrebbe influire sugli obiettivi ancora a portata di mano: la FA Cup, l’Europa League e perfino la Premier League, con una classifica più ballerina di quanto possa sembrare a prima vista.

Tutto tace? Speriamo di no.

Nessun commento:

Posta un commento

I Vostri Commenti