domenica 23 febbraio 2020


Ma come, si torna già in campo?!
Meno di settantadue ore dopo aver battuto l’Olympiacos in trasferta, eccoci ad affrontare l’Everton di Ancelotti in quella che sarà una sfida tra compagini sulla via della guarigione. Proprio come noi, infatti, i Toffees hanno trovato nuova linfa dopo aver cambiato allenatore e hanno risalito la china, a fatica, verso posizioni di classifica più consone alle rispettive reputazioni. Attualmente nono con 36 punti, l’Everton sarà un avversario di ben altra caratura rispetto a Newcastle e Olympiacos. Si prega di alzare il livello di guardia e non abbassare la concentrazione.

L’AVVERSARIO
Imbattuti da cinque partite e con una sola sconfitta (2-1 all’Etihad Stadium) da quando Carlo Ancelotti ha sostituito Marco Silva, i Toffees sono in piena lotta per un posto in Europa e vorranno approfittare al massimo della nostra trasferta infrasettimanale in Grecia per allungare ulteriormente in classifica. Sistemati con un 4-4-2 abbastanza classico e guidati in attacco da Richarlison e Calver-Lewin, gli uomini del tre volte vincitore della Champions League metteranno a dura prova i nostri esterni, sia bassi che alti, con Digne e Coleman pronti a dar man forte all’ex Walcott e a Bernard.
Quella che di fatto è l’arma offensiva principale dell’Everton rischia però di diventare anche il più classico dei talloni d’Achille, se i terzini si faranno trovare troppo alti sulle ripartenze di Pierre-Emerick Aubameyang e Nicolas Pépé; attenzione anche al lavoro tra le linee, dove Fabian Delph o Morgan Schneiderlin si trovano troppo spesso soli, abbandonati al proprio destino.

CASA ARSENAL
C’è euforia a London Colney, brutto presagio. Se Mikel Arteta non riuscirà a riportare tutti con i piedi per terra, rischiamo davvero d’inciampare sul più bello; tra la squalifica del Manchester City e le esitazioni delle candidate ad un posto in Europa, infatti, si è aperto di nuovo un piccolissimo spiraglio ma guai a rallentare oppure quello spiraglio svanirà. Con la difesa finalmente un po’ più affidabile e una manovra collettiva che inizia ad assomigliare a qualcosa di efficace, è ora per l’Arsenal di confermare i buoni segnali e continuare sullo slancio delle ultime tre partite. Più facile a dirsi che a farsi, soprattutto quando si affronta un avversario come l’Everton.
Lo si può chiamare esame di maturità, preferisco pensare che sia semplicemente un’altra tappa del percorso di crescita cominciato con l’arrivo di Mikel Arteta.

LA FORMAZIONE
Nessuna novità di rilievo dall’infermeria, quindi il gruppo a disposizione di Mikel Arteta dovrebbe essere lo stesso rispetto alla trasferta di giovedì - con il rientro di Mesut Özil e Lucas Torreira, ristabilitosi dopo l’influenza. Entrambi dovrebbero partire titolari questo pomeriggio, con Mattéo Guendouzi e Joe Willock a far loro posto, mentre in attacco Nicolas Pépé prenderà il posto di Gabriel Martinelli e in difesa Héctor Bellerín sostituirà il volenteroso Sokratis. Attenzione a quelli che hanno giocato tutti i novanti minuti contro l’Olympiacos e specialmente Alexandre Lacazette, apparso dolorante durante la partita: se il francese dovesse accusare qualche problema fisico, Eddie Nketiah dovrebbe sostituirlo. Gli altri a rischio sono Bukayo Saka, Granit Xhaka e Pierre-Emerick Aubameyang ma sembra improbabile che Mikel Arteta voglia rinunciare a tre dei suoi uomini più in forma.
Questi i possibili XI che scenderanno in campo all’Emirates Stadium contro l’Everton:  Leno, Bellerín, Mustafi, David Luiz, Saka, Torreira, Xhaka, Özil, Pépé, Aubameyang, Lacazette.

A disposizione: Martínez, Holding, Kolašinac, Ceballos, Willock, Martinelli, Nketiah.

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