giovedì 13 febbraio 2020


Le vacanze sono finite!
Finalmente tornano l’Arsenal, la Premier League e pure l’Europa League. Prima d’iniziare un periodo pieno di partite e quindi di anteprime, pronostici, dirette e pagelle, vorrei prendere il tempo per parlare di uno dei nostri giovani di cui si parla poco - troppo poco: Reiss Nelson.

Attualmente messo in secondo piano dall’esplosione di Bukayo Saka e soprattutto Gabriel Martinelli, l’attaccante inglese è finito lentamente nel dimenticatoio nonostante il fatto che Mikel Arteta lo abbia fatto partire titolare in tre delle prime cinque partite da allenatore dell’Arsenal e che abbia speso parole più che importanti per il giovane prodotto di Hale End.

Meno di un mese fa, infatti, il tecnico basco ha detto che “Reiss Nelson ha il potenziale per fare tutto ciò che vuole. Ha bisogno di essere guidato, di essere rimproverato a volte, e allora è pronto. L’ho schierato perché mi fido, perché ha la voglia giusta e perché so che può fare la differenza.”
Il resto della breve intervista, per chi volesse leggerla, si trova ancora su sito ufficiale.

Un’altra intervista, pubblicata oggi dal Guardian, ci racconta un po’ meglio chi è Reiss Nelson e soprattutto che giocatore vuole e può diventare: il parallelo con Jadon Sancho, durato fino a quando l’amico d’infanzia è volato al Borussia Dortmund; l’adolescenza in uno dei quartieri più complicati del sud-est di Londra e l’impegno quotidiano per restare fuori dai brutti giri e scalare le gerarchie all’Arsenal.
Dagli otto anni fino all’esordio in prima squadra, Reiss Nelson è sempre stato il talento più cristallino, il giocatore che salta tutti gli avversari e decide la partita; ovviamente le cose non sono altrettanto semplici quando giochi “con i grandi” ma i numeri ci sono, manca un pizzico di fiducia nei propri mezzi per esplodere definitivamente.

Il fatto di essere lontano dai riflettori, occupati da altri giovani talenti e da compagni di squadra più esperti e più costosi, potrebbe essere la chiave affinché Reiss Nelson compia l’ultimo passo, il più difficile. Se naturalmente è più a proprio agio quando agisce sulla sinistra della linea offensiva, la sua capacità di allargare il campo potrebbe risultare decisiva nel convincere Mikel Arteta a schierarlo a destra, dove normalmente dovrebbe agire Nicolas Pépé, che però tende ad accentrarsi troppo per il gioco offensivo dell’ex assistente di Guardiola.

Come spiegato benissimo da Michael Cox in un podcast di qualche settimana fa, il sistema offensivo di Mikel Arteta prevede che l’ala sinistra converga verso il centro per lasciare campo alla sovrapposizione del terzino e allo stesso tempo aiutare il centravanti in area di rigore, mentre il trequartista s’inserisce centralmente: se l’ala destra non resta larga, ci si ritrova con un ingorgo nelle zone centrali e la fascia completamente scoperta, date le istruzioni del terzino destro di accentrarsi in mezzo al campo.
Traducendo i ruoli con i nomi abitualmente tra i titolari, avremmo Pierre-Emerick Aubameyang che si accentra da sinistra per aiutare Alexandre Lacazette, mentre Bukayo Saka sale a sinistra e Mesut Özil s’inserisce in area centralmente: se anche Nicolas Pépé si accentra, con Héctor Bellerín già impegnato a dar man forte a Lucas Torreira e Granit Xhaka a centrocampo, ci ritroviamo completamente scoperti a destra e quindi più facili da neutralizzare e più vulnerabili in contropiede.

Fino a questo momento, Nicolas Pépé non è ancora stato capace di frenare il proprio istinto, che lo porta sul suo piede più forte, il sinistro, e quindi la nostra manovra è un po’ troppo statica; non è solamente colpa dell’ivoriano, ovviamente, perché Mesut Özil è da sempre allergico all’area di rigore e quindi rallenta il gioco offensivo, anziché facilitarlo, ma è necessario un cambio di stile veloce, oppure continueremo a far fatica a creare occasioni da gol.

In questo vuoto tattico, ammettendo che Nicolas Pépé proprio non riesca ad adattarsi, entrerebbe a puntino Reiss Nelson, appunto.
Oltre che una questione di talento e duro lavoro, il calcio è spesso una questione di tempismo e fortuna, due componenti che potrebbero fare la differenza per il presente e soprattutto il futuro dell’attaccante inglese.

In una squadra attualmente bisognosa di un eroe, anche il più inaspettato, Reiss Nelson potrebbe rivelarsi una pedina molto importante.

Nessun commento:

Posta un commento

I Vostri Commenti