mercoledì 26 febbraio 2020


Cos’ha combinato Ainsley Maitland-Niles?
La piega che sta prendendo la stagione del giovane tuttofare inglese è sorprendente: dopo aver ben figurato durante l’assenza di Héctor Bellerín, infatti, Ainsley Maitland-Niles è letteralmente sparito dalla scena non appena il terzino catalano è tornato a disposizione dell’allenatore.

Non solo ha giocato appena un minuto sia contro il Bournemouth in FA Cup che contro l’Olympiacos giovedì scorso, ma non è nemmeno stato convocato per le ultime tre giornate di Premier League contro Burnley, Newcastle e Everton.
Un brutto segnale, al quale si aggiunge la sorprendente esclusione in occasione della partita di Europa League contro i greci, quando Mikel Arteta ha preferito schierare Sokratis come terzino destro anziché l’inglese, data l’assenza di Héctor Bellerín.

A completare un quadro da incubo, durante il mercato di gennaio è arrivato Cédric Soares in prestito dal Southampton - di ruolo terzino destro.

Ainsley Maitland-Niles ha ancora un futuro all’Arsenal? La domanda è più che lecita.
Dopo aver ripetuto ad libitum il suo desiderio di tornare nel suo ruolo naturale di centrocampista, il prodotto del vivaio di Hale End si è visto relegare in fondo alle gerarchie di Mikel Arteta: prima di lui ci sono infatti Lucas Torreira, Dani Ceballos, Mattéo Guendouzi e Joe Willock, oltre all’intoccabile Granit Xhaka.
Le prospettive quindi sembrano essere molto ristrette per il giocatore, contrattualmente blindato fino al 2023 ma sempre più ai margini del progetto; senza uno scatto deciso, mentale o tecnico che sia, Ainsley Maitland-Niles potrebbe finire sul mercato e rimpiangere amaramente la sua insistenza nel voler essere schierato a centrocampo - soprattutto in un momento nel quale l’occasione per riprendersi un posto da titolare è molto ghiotta: con Kieran Tierney, Sead Kolašinac e Cédric Soares infortunati e Bukayo Saka e Héctor Bellerín bisognosi di tirare il fiato, una maglia su una delle due fasce sembra essere a portata di mano.

Spesso per i giovani sono i piccoli dettagli a fare la differenza agli inizi di carriera, soprattutto nei Club più prestigiosi, e il dimostrarsi schizzinosi sulla posizione in campo in genere non è proprio ben vista: quando ti viene concessa una possibilità, in qualsiasi forma, devi fare del tuo meglio per coglierla e farti un nome.
A partire da quel momento, con un piede già stabilmente in squadra, è possibile lavorare per arrivare dove si vuole arrivare ma impuntarsi o addirittura rifiutare di giocare in una posizione innaturale non paga mai.

Per informazioni, chiedere a Bukayo Saka.

Nessun commento:

Posta un commento

I Vostri Commenti