19 marzo 2020


Feliç aniversari, Héctor!
Il terzino catalano compie oggi 25 anni (ma come 25, davvero? Sì, davvero!) e vorrei cogliere l'occasione per fare il punto su questo ragazzo, arrivato all’Arsenal ad appena sedici anni e diventato negli anni un punto di riferimento - in campo come fuori.

Sono note le sue prese di posizione categoriche e in netta controtendenza rispetto alla maggioranza dei colleghi, che preferisce non sbilanciarsi sui temi più scottanti; il catalano ha più volte parlato pubblicamente di malattie mentali, politica, lotta al cambiamento climatico, veganesimo, omofobia e moda, attirando naturalmente un sacco di critiche e insulti irripetibili.

Sul campo, Héctor Bellerín si è gradualmente guadagnato i galloni di pedina imprescindibile ed è stato spesso indicato come potenziale capitano, data la sua crescente popolarità e influenza nello spogliatoio.
Dall’esordio in Carling Cup, avvenuto al 95° minuto della partita contro il West Brom come sostituto di Mikel Arteta (!), passando per il prestito al Watford e per l’inclusione nel Top XI della Premier League 2015/16, Héctor Bellerín ha saputo imporsi e approfittare dell’occasione presentatagli successivamente agli infortuni di Mathieu Débuchy e Calum Chambers: nonostante un esordio disastroso contro il Borussia Dortmund, infatti, ha saputo reagire e infilare una serie di ottime prestazioni, facendo dimenticare così i fantasmi che del Westfalen Stadion dove Pierre-Emerick Aubameyang (!), Henrikh Mkhitaryan (!) e Sokratis (!) avevano partecipato al massacro.

Un giorno, però, il legamento crociato anteriore ha fatto crac.
Il 19 gennaio 2019, in occasione della partita interna con il Chelsea vinta per 2-0, è arrivato l’infortunio che lo ha tenuto lontano dai campi fino all’inizio della stagione in corso, quando ha fatto il suo rientro in Carabao Cup, contro il Nottingham Forest, fornendo l’assist per il terzo dei cinque gol che abbiamo mandato a referto, messo a segno da Willock.

Da allora le sue prestazioni sono state altalenanti, com’è normale che sia dopo un infortunio del genere, e con esse sono iniziate le speculazioni sul futuro di Héctor Bellerín. A prima vista, infatti, sembrerebbe che il catalano abbia perso quello spunto in velocità devastante che ne ha caratterizzato l’ascesa nelle gerarchie della squadra e quindi in tanti hanno cominciato a farsi una domanda: che giocatore è (o sarebbe) Héctor Bellerín senza la sua accelerazione fulminante?

È corretto misurare la qualità di Héctor Bellerín solamente in funzione della sua velocità? Direi di no ma quello spunto rappresenta forse la differenza tra un ottimo giocatore e un fuoriclasse del ruolo: alle qualità di palleggio e ai netti miglioramenti compiuti nell’ultimo passaggio, infatti, fanno da contraltare le lacune sui palloni alti e le difficoltà nell’uno contro uno, dove a salvarlo è spesso stata la sua velocità, appunto.
Per chi li avesse dimenticati, è possibile ammirare di nuovo i recuperi incredibili attuati contro Swansea, Chelsea e Bayern Monaco.

Le recenti notizie circa un interessamento dell’Arsenal per Denzel Dumfries del PSV non depongono in favore del catalano, così come i commenti di Mikel Arteta durante una delle primissime conferenze stampa da allenatore dell’Arsenal, durante la quale ha sottolineato che senza forza fisica, potenza e velocità nessuna squadra può essere competitiva in Premier League.

Il terzino olandese, di un anno più giovane rispetto a Héctor Bellerín, è un’autentica roccia con i suoi 189 centimetri ma possiede anche una velocità e un’agilità da far invidia ai colleghi più brevilinei - un po’ come William Saliba, prelevato dal Saint-Étienne.
Sembra infatti che il Club si stia muovendo in fretta per accaparrarsi quei giocatori di nuovissima generazione che abbinano la forza bruta alla velocità, due qualità spesso in contrapposizione in passato; l’esempio più lampante di questo archetipo di giocatore ultramoderno è il centravanti norvegese Haaland, inarrestabile in campo aperto e impossibile da spostare quando ha i piedi ben piantati per terra.

Se questa è la direzione che Mikel Arteta intende prendere, allora è possibile che i giorni di Héctor Bellerín all’Arsenal siano contati. Attenzione però, perché la sua carriera nel nord di Londra sembrava già finita dopo la torrida nottata del Westfalen Stadion ed invece Heccy si è rialzato: chi dice che lo farà di nuovo?

La rottura del legamento crociato richiede una riabilitazione lunghissima che non termina quando si torna in campo, a differenza di molti altri infortuni: bisogna lavorare sulla testa e convincersi man mano che il ginocchio è solido e che non cederà di nuovo.

Diamo ancora un po’ di tempo al catalano, prima di calare definitivamente il sipario.

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