27 marzo 2020


La Premier League insiste nel suo goffo tentativo di fissare date per un’eventuale ripresa del campionato, nella vana speranza di portare a termine la stagione e non perdere le centinaia di milioni di sterline incassate da Sky e dalle altre piattaforme televisive.

Mentre il terribile Covid-19 non solo non rallenta ma sembra addirittura prendere velocità in tanti Paesi, tra cui il Regno Unito, la preoccupazione maggiore del calcio inglese sembra quella di trovare il modo di completare una stagione che, diciamocelo chiaro, ormai ha perso tutto il suo interesse: chiunque, anche il tifoso più fanatico, ha altri pensieri per la testa e ha realizzato che il calcio non è (più) una questione di vita o di morte, a dispetto di quanto dicesse il leggendario Bill Shankly.

Che piaccia o meno alla Premier League, lo spettro di un annullamento completo della stagione è un’ipotesi che sembra diventare sempre più concreta, ora che altre voci si sono aggiunte a quelle della presidente del West Ham e del CEO del Brighton: come riportato da David Ornstein su The Athletic (a pagamento, sorry!), i toni si fanno sempre più duri quando si parla di completare la stagione e porte chiuse o riprendere la stagione a settembre, giocando le ultime nove o dieci giornate.

Le fonti restano anonime ma il messaggio è chiaro.

Un non meglio specificato dirigente di un Club di alto livello dice che è “imbarazzante” discutere di calcio in questo momento, mentre un altro è ancora più duro: “Sembriamo dei bambini capricciosi. Sono profondamente convinto che quello che stiamo facendo è sbagliato. Mi piace credere che i miei colleghi la vedano allo stesso modo, cioè che il mondo è cambiato. Attraversiamo un momento spaventoso e dobbiamo agire in maniera seria.”

Se la stagione dovesse davvero essere cancellata, quali scenari si aprirebbero per l’Arsenal?

Immaginiamo che la prossima stagione inizi con Mikel Arteta e i suoi che ripartono dal quinto posto in classifica e quindi dalla partecipazione alla fase a gironi dell’Europa League.

Il primo problema riguarda la rosa a disposizione: i prestiti di Dani Ceballos, Pablo Marí e Cédric Soares infatti scadono il 30 giugno, quindi le prime scelte da fare riguarderebbero il mercato. Cosa fare con questi tre?
Se l’acquisto a titolo definitivo di Pablo Marí sembra una mera formalità e l’ingaggio del terzino portoghese una possibilità concreta, visto che l’ex Southampton arriva a scadenza tra tre mesi, la situazione sarebbe ben più complessa quando si parla di Dani Ceballos: il regista è diventato un perno fondamentale per la nostra manovra ma il prezzo fissato dal Real Madrid, titolare del cartellino, è molto alto e potrebbe scoraggiare qualsiasi tentativo di trattativa.
Si potrebbe sempre negoziare un prestito per un’altra stagione ma esiste il rischio concreto di perdere un elemento diventato man mano fondamentale per Mikel Arteta.

La priorità numero uno quindi sarà prendere una decisione riguardo questi tre giocatori, non appena verrà ufficializzato l’annullamento del campionato.

Il secondo nodo riguarda invece i contratti in scadenza nel giugno 2021, visto che il campionato si ferma ma il tempo no: tra i vari nomi che arrivano a fine contratto, quello che spicca è senz’altro quello di Pierre-Emerick Aubameyang, senza i cui gol saremmo in grosse difficoltà.
Il dilemma, in questo caso, è di quelli tosti: in assenza di un accordo per un prolungamento, che appare improbabile al momento, bisogna decidere se vendere al miglior offerente oppure trattenere il gabonese per provare a raggiungere un posto in Champions League, senza la zavorra di un inizio di stagione (quella attuale) disastroso.

Una scelta ad altissimo rischio, perché nel peggior scenario possibile finiremmo fuori dai posti validi per la Champions League e perderemmo il nostro miglior giocatore a parametro zero.
Una doppia catastrofe, forse tripla perché a livello sportivo saremmo di nuovo in seconda fila, mentre a livello economico perderemmo sia i soldi della Champions League che quelli della vendita di Pierre-Emerick Aubameyang.

Per quanto altamente rischioso, il gioco potrebbe valere la candela se l’ex attaccante del Borussia Dortmund ci aiuterà a entrare tra le prime quattro poiché a quel punto il rinnovo potrebbe tornare d’attualità, con il Club finalmente di ritorno tra le grandi d’Europa. Uno scenario da sogno ma comunque difficile da concretizzare, realisticamente, perché le rivali si rinforzeranno e il campionato potrebbe essere ancora più competitivo: un Club come il Chelsea, ad esempio, non sarebbe più bloccato sul mercato e Lampard non sarebbe più un esordiente, quindi la corsa alla Champions League sarebbe comunque molto dura.

Oltre a Pierre-Emerick Aubameyang, tuttavia, abbiamo altri cinque giocatori che andranno in scadenza il 30 giugno 2021: Shkodran Mustafi, Mesut Özil, Sokratis, Bukayo Saka e David Luiz.
Il caso più preoccupante riguarda il giovanissimo esterno inglese, la rivelazione della stagione assieme a Gabriel Martinelli, ma il Club sta lavorando duramente per arrivare ad un accordo; Mesut Özil ha già messo in chiaro che non se ne andrà prima della fine del contratto, quindi lo perderemo a parametro zero se non verrà trovato un accordo per un rinnovo - ipotesi remota, almeno a livello economico.
Come Dani Ceballos, il trequartista tedesco è diventato inamovibile nello scacchiere di Mikel Arteta e quindi la situazione è spinosa, perché serve un rimpiazzo ma non avremo nessuna risorsa supplementare da una possibile cessione, data la riluttanza dell’ex Real Madrid ad accettare un trasferimento; per quanto riguarda il trio di difensori, nessuno dei tre è insostituibile individualmente ma sarà necessario attuare delle scelte definitive: David Luiz potrebbe rinnovare per un altro anno, data l’opzione già presente nel suo contratto, Sokratis sembra andare verso la cessione immediata e Shkodran Mustafi resta in bilico - vista la sua rinascita inaspettata.
L’arrivo di William Saliba e il rientro di Calum Chambers potrebbero spingerlo verso la cessione ma sarebbe una mossa forse azzardata, a meno che non sia previsto un ulteriore acquisto in difesa.

L’ultimo scenario, quello più lontano, è che Mikel Arteta e il Club usino questo periodo d’inattività come una lunga finestra di mercato e rivoluzionino la squadra: in questo caso la priorità sarebbe costruire un “tesoretto” attraverso cessioni più o meno eccellenti, tra le quali quelle di Héctor Bellerín, Lucas Torreira, Granit Xhaka, Alexandre Lacazette, Sead Kolašinac e Ainsley Maitland-Niles.
Non significa che saranno ceduti tutti, ad esempio solo uno tra Granit Xhaka e Lucas Torreira partirebbe, ma l’operazione porterebbe una discreta somma da reinvestire in giocatori più adatti alla filosofia di Mikel Arteta.
Lo spagnolo ha più volte ripetuto che vuole una squadra fisicamente adatta alla Premier League, quindi più forte e possente: i nomi che circolano sono quelli di Thomas Partey, Denzel Dumfries, Dayot Upamecano, Chris Smalling e Odsonne Edouard, tutti in linea con le richieste di Mikel Arteta ma tutti costosi, chi più chi meno.

L’Arsenal ideale di Mikel Arteta è veloce e potente mentre quello attuale è ancora troppo fragile e macchinoso, vediamo quanto tempo servirà per arrivare al livello fissato dal giovane allenatore spagnolo.

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