lunedì 9 marzo 2020


Il responso dei controlli è stato impietoso: rottura della caviglia destra, prognosi che va dalle otto alle dieci settimane.
 
La stagione di Lucas Torreira può considerarsi conclusa, a meno di un recupero più veloce del previsto - cosa storicamente inabituale in casa Arsenal. Nella migliore delle ipotesi, l’uruguaiano potrebbe tornare ad allenarsi con il gruppo ad inizio maggio e fare una breve apparizione in occasione dell’ultima di campionato, il 17 maggio in casa contro il Watford, o addirittura a Wembley per la finale di FA Cup, se mai dovessimo arrivare fino a lì.

Nella peggiore delle ipotesi, o se preferite la più verosimile, Lucas Torreira sarà pienamente ristabilito a ridosso dell’inizio della prossima Copa América, in programma dal 12 giugno al 12 luglio di quest’anno; resta da vedere se l’ex mediano della Sampdoria prenderà parte alla spedizione, dato lo scarso utilizzo pre-infortunio: Óscar Tabárez è un suo grande ammiratore ma la nazionale uruguayana è ben coperta in mezzo al campo, quindi la convocazione di Lucas Torreira è tutt’altro che scontata.

Tornando all’Arsenal, come cambiano ora i piani di Mikel Arteta, immediati e futuri?

Dopo aver iniziato l’era Arteta da titolare inamovibile a centrocampo, in coppia con Granit Xhaka, Lucas Torreira è finito sempre più ai margini, sostituito nello scacchiere del basco da Dani Ceballos, spesso eccellente nel ruolo di regista basso.
Alla tenacia e all’abilità nel rubare palla dell’uruguayano, Mikel Arteta ha preferito sempre più spesso le qualità balistiche di Dani Ceballos, di un altro livello rispetto al compagno quando si tratta di trovare i compagni tra le linee o far avanzare il pallone, che sia con progressioni palla al piede o attraverso passaggi incisivi.

Nonostante il giovane centrocampista spagnolo sia solo in di passaggio, Mikel Arteta sta riponendo grande fiducia nel connazionale e sembra così mandare un messaggio alla dirigenza: davanti alla difesa contano più i piedi buoni che l’abilità difensiva individuale.

La chiave credo stia proprio qui, nella concezione collettiva della fase difensiva anziché la bravura individuale nel recuperare palloni o bloccare la manovra avversaria; per quanto Lucas Torreira sia di gran lunga il miglior rubapalloni che abbiamo in rosa, pecca in due aree: il senso della posizione e la distribuzione del pallone. Se nel primo caso a penalizzarlo è la generosità nel rincorrere gli avversari, nel secondo siamo di fronte ad un classico caso di concorrenza spietata: Lucas Torreira non è il medianaccio all’antica (o alla Francis Coquelin) che recupera il pallone e non sa che farsene, semplicemente Dani Ceballos è di un’altra categoria sotto questo aspetto e garantisce un possesso palla più pulito e più incisivo.

Il quadro quindi è quantomeno complesso per l’uruguayano e l’infortunio di certo non lo aiuterà nel recuperare posizioni nelle gerarchie - anzi: Mikel Arteta ha spesso ripetuto che in Premier League servono forza e fisicità, non esattamente due delle migliori qualità di Lucas Torreira; inoltre la situazione economica più che precaria del Club, che l’estate prossima dovrà provare a racimolare più fondi possibili, mette la permanenza di Lucas Torreira a rischio.

Se i piani immediati di Mikel Arteta non dovrebbero cambiare granché, visto che comunque Lucas Torreira era impiegato con il contagocce, quelli futuri rischiano di essere rivoluzionati da un infortunio sfortunato e intempestivo.
Con l’uscita dall’Europa League e prima ancora dalla Carabao Cup, il nostro calendario si è svuotato sensibilmente e il turnover è diventato meno una necessità, togliendo opportunità a chi, come Lucas Torreira, si trova a rincorrere una maglia da titolare nell’undici ideale di Mikel Arteta.

Come Sokratis, Ainsley Maitland-Niles, Sead Kolašinac e Emiliano Martínez, Lucas Torreira potrebbe appena aver compiuto, suo malgrado, un passo in più verso la porta d’uscita.

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