27 aprile 2020


Passala!….tira!..... nooooooooooooo!
Mister 80 milioni non ha convinto del tutto, impossibile non ammettere un pizzico di delusione nel rendimento offerto fino a qui.

Chi lo definisce un flop, tuttavia, esagera.

Arrivato dal LOSC Lille per un cifra record, il 24enne ivoriano ha patito l’adattamento alla Premier League e la stagione tribolata a livello tecnico, con tre allenatori cambiati in appena otto mesi.

Nicolas Pépé ha un talento naturale nel farti alzare dal tuo seggiolino con una giocata sensazionale e poi fartici sprofondare di nuovo un minuto dopo, con il dribbling di troppo, il mancato passaggio o l’esitazione di troppo in area di rigore.
Ho ancora negli occhi il modo in cui ha lasciato sul posto Virgil van Dijk ad Anfield e il contropiede sprecato in maniera imperdonabile sullo 0-0, quando a tu-per-tu con Alisson ha calciato in maniera debole; ho ancora in testa il modo in cui ha lasciato sul posto tre difensori dell’Olympiacos - uno dei quali a due riprese - senza mai decidersi a scaricare il pallone ad un compagno o concludere a rete; non ho dimenticato la maniera spietata con cui ha saltato in dribbling Mee del Burnley, condannandolo ad anni di “meme” con un tunnel da manuale, come non ho dimenticato tante giocate ad effetto in questo suo inizio di carriera all’Arsenal.

Vorrei però avere più ricordi dei suoi gol e dei suoi assist ma pare che dovrò attendere ancora un po’.

La buona notizia è che un dribbling fulminante e imprevedibile come il suo è difficile da insegnare, mentre si può sempre imparare ad essere decisivi, quindi l’avvenire di Nicolas Pépé resta comunque eccitante.

Assieme alla grandi giocate e agli sprechi imperdonabili, tuttavia, ricordo almeno un paio di rigori non concessi e troppi falli cattivi, troppe entrate pericolose che non sono state punite con la giusta severità dagli arbitri inglesi: per Nicolas Pépé e l’Arsenal sarà indispensabile aggiustare il tiro e soprattutto schiacciare sul nascere qualsiasi tendenza a considerare l’ivoriano un giocoliere che “merita” di essere preso a calci - un po’ come succede a Neymar in Ligue 1.
Nicolas Pépé dev’essere protetto adeguatamente da una classe arbitrale purtroppo sempre più mediocre, con buona pace dei retrogradi trogloditi che si rifugiano dietro il concetto di calcio “maschio” alla britannica: l’entrata di Cresswell del West Ham era da rosso, altro che “ha giocato il pallone”, perché effettuata ad altezza ginocchio con entrambi i piedi sollevati da terra.

Il fatto che il ginocchio di Nicolas Pépé non abbia fatto crac è stata una mera questione di fortuna e l’Arsenal dovrà spendersi affinché tali intimidazioni non passino inosservate.

Sono ottimista circa il futuro di Nicolas Pépé all’Arsenal perché l’ex attaccante di Angers e Lille stava iniziando ad offrire una certa continuità, prima che il Covid-19 fermasse tutto: un gol e due assist contro il Newcastle, un assist la partita successiva contro l’Everton in quella che è stata la miglior serie di risultati della squadra, con tre vittorie consecutive.

Magari ci aspettavamo tutti qualcosa in più dall’ivoriano, a maggior ragione dopo aver visto quanto potenziale ha a disposizione, tuttavia chiamarlo flop è profondamente ingeneroso: in 24 partite di Premier League, delle quali 17 da titolare, ha contribuito con 4 gol e 6 assist, risultando essere il terzo miglior marcatore e il miglior uomo-assist.

La prossima, se e quando inizierà, sarà una stagione molto importante per Nicolas Pépé e potrebbe ridefinire la carriera dell’ivoriano, così come potrebbe rimettere in prospettiva l’investimento economico effettuato dal Club.

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