06 maggio 2020



Dare retta a Francis Cagigao. Sempre.

Se la persona che ti ha consigliato di mettere sotto contratto Cesc Fàbregas, Robin van Persie, Héctor Bellerin e Gabriel Martinelli ti dice di non spendere una somma enorme per un determinato giocatore, non farlo.
Francis Cagigao aveva consigliato di non finalizzare l’acquisto di Shkodran Mustafi e ci avrebbe fatto risparmiare tanti milioni e svariati momenti di sofferenza, anche fisica.
Siccome però le statistiche dicevano che il tedesco era un ottimo difensore, ci siamo fatti fregare.

Shkodran Mustafi non è certo il bidone clamoroso che abbiamo visto in azione tra la fine del 2018 e l’inizio del 2020, tuttavia non è nemmeno così forte da giustificare l’investimento fatto dal Club, che ha sborsato 41 milioni di euro per acquistarlo dal Valencia.
Il tedesco ex-Sampdoria è il settimo acquisto più costoso della storia del Club e tra i difensori più pagati della storia, accanto a Thiago Silva e Leonardo Bonucci.

Nonostante i buoni inizi e la striscia d’imbattibilità che è coincisa con il suo ingresso in squadra, il tedesco non ha mai trasmesso sensazioni positive né la sicurezza necessaria a diventare una colonna portante del reparto, già di per sé troppo traballante.
Non voglio accanirmi contro un giocatore che non ha mai fatto mancare impegno e professionalità ma sembra peccare di qualità nei fondamentali e soprattutto a livello mentale, il che rende impossibile una sua permanenza in un Club che si ritiene di alto rango come il nostro.

Troppo spesso indietreggia anziché affrontare l’avversario e troppo spesso perde di vista il proprio uomo, facendosi attrarre dal pallone; questi cali di concentrazione sfociano quasi sempre in un gol incassato o in un fallo commesso - magari in area di rigore, e costano quindi carissimo ad una squadra che fatica già abbastanza in fase difensiva.

Ciò che meno mi piace di Shkodran Mustafi, tuttavia, è la reazione tipica ad un errore: grida, sbraccia e punta il dito contro un compagno di squadra o contro la terna arbitrale, sperando in un’improbabile chiamata favorevole.
Riguardatevi l’impietosa compilation con tutti gli errori del tedesco e in particolare i gol incassati da Zaha del Crystal Palace o da Long del Southampton, due esempi perfetti di come il tedesco rifiuti categoricamente di prendersi la benché minima responsabilità, arrivando a negare l’evidenza.
L’errore è parte del gioco e colpisce tutti i difensori, con più o meno frequenza; la cosa più importante è la reazione a tali errori e quella tipica di Shkodran Mustafi, per quanto mi riguarda, è inaccettabile.

Va detto che Shkodran Mustafi è apparso più sereno da quando Mikel Arteta è approdato sulla nostra panchina e che le sue prestazioni sono migliorate sensibilmente ma temo che il tempo per lui sia scaduto, perché l’estate che sta per arrivare obbliga il Club a vendere o rinnovare, data la scadenza del contratto nel 2021.

Per quanto fatto vedere in quasi 4 anni e dato lo stipendio che attualmente percepisce il tedesco, a mio avviso il rinnovo non è un’opzione.
Auf Wiedersehen, Musti.

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