04 maggio 2020


Rinnoverà?
Credo di sì o forse dovrei semplicemente dire che spero lo faccia.

Un anno fa, di questi tempi, il pareggio interno contro un Brighton già salvo aveva matematicamente sancito la fine dei nostri sogni di giocare la Champions League e qualche giorno dopo quel pareggio, l’Under-18 aveva preso cinque gol dal Derby County in un pomeriggio che avrebbe potuto sfociare nel titolo di campioni della Premier League U18 e che invece sarà da ricordare solo per un giovanissimo esterno di sinistra, autore di una bella doppietta: Bukayo Saka.

Dodici mesi più tardi, eccoci qui tutti preoccupati di sapere se quello stesso ragazzino resterà all’Arsenal oppure vorrà cambiare squadra, uno che la scorsa stagione ha totalizzato 123 minuti di calcio professionistico ed una sola presenza da titolare, contro il Qarabag in Europa League.

Tale è il talento di Bukayo Saka che in così poco tempo è passato da giovane promessa a elemento imprescindibile del presente e futuro dell’Arsenal, conquistando la fiducia di tutti e tre gli allenatori che si sono succeduti sulla nostra panchina.
Inizialmente schierato da ala sinistra, il suo ruolo abituale, per necessità è finito a fare il terzino e ha immediatamente dimostrato la naturalezza dei predestinati, tanto da spingere tanti osservatori a chiedersi in quale posizione si esprima meglio.

In questa stagione ha già sfornato nove assist e il dato più interessante è che sono equamente suddivisi tra quelli offerti partendo da una posizione più avanzata (5) e quelli confezionati giocando da terzino (4), a dimostrazione della sua eccellente versatilità.

Il rischio, seppur remoto, è che a forza di insistere sulla versatilità, Bukayo Saka non acquisisca mai una vera identità, un po’ come successo a Alex Oxlade-Chamberlain; a differenza del giocatore del Liverpool, tuttavia, il giovanissimo inglese ha dalla sua la chiara preferenza per la fascia sinistra, della quale può diventare il padrone assoluto.
A velocità ed esplosività associa infatti grande potenza e una tecnica tale da permettergli, una volta arrivato nei pressi dall’area di rigore avversaria, di alzare la testa e piazzare il pallone esattamente dove deve - anziché spararla forte in mezzo come è abituato a fare Sead Kolašinac.

Se il rischio è minimo, un problema non di poco conto resta: nella formazione tipo di Mikel Arteta, l’ala sinistra è usata come seconda punta, un ruolo che sembra cucito su misura per Pierre-Emerick Aubameyang e che potrebbe calzare ad uno come Gabriel Martinelli - molto di attaccante di quanto non lo sia Bukayo Saka; per quanto riguarda invece il ruolo di terzino, l’Arsenal ha appena sborsato oltre venti milioni per accaparrarsi Kieran Tierney, di quattro anni più giovane rispetto al compagno ma comunque appena 22enne e quindi considerato una soluzione per il medio e lungo termine.

Dove sistemare Bukayo Saka, nella formazione tipo?

Personalmente, lo vedo meglio da terzino che da ala, posizione dalla quale avrebbe la possibilità di attaccare in seconda battuta e occupare di prepotenza gli spazi creatigli da Pierre-Emerick Aubameyang o chi per lui, diventando molto più difficile da contenere e contrastare.
Come dimostrano i numeri, partire da più lontano non sembra impedirgli di avere un’incidenza concreta in attacco e difensivamente è così ben strutturato da poter reggere l’urto con gli esterni avversari, anche grazie alle gambe potenti e al baricentro basso.

Temo che il nodo che per il momento trattiene Bukayo Saka dal rinnovare il contratto sia proprio questo: dopo aver assaggiato il calcio dei professionisti ed essersi fatto un nome tra i talenti più fulgidi del panorama europeo, l’inglese di origini nigeriane potrebbe vedere pochi sbocchi in squadra ed esigere rassicurazioni dal Club e dall’allenatore.

Qualsiasi siano queste rassicurazioni o garanzie, Mikel Arteta e Edu devono sbrigarsi a srotolare il tappeto rosso e fare tutto il necessario affinché Bukayo Saka apponga la firma su quel fatidico contratto.

Un talento come il suo, pari se non superiore a quello di Gabriel Martinelli, non può andare perso per nessun motivo.

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