02 giugno 2020


24 milioni di sterline. VENTIQUATTRO.

Questa la cifra totale che abbiamo sborsato l’estate scorsa per acquistare David Luiz, che ora sembra in procinto di svincolarsi dopo una sola stagione - tutt’altro che esaltante.

Se il “nuovo” Arsenal di Raul Sanllehí doveva rompere con il passato e i relativi errori di valutazione, qualcosa è andato storto: dopo i fallimenti nella gestione dei contratti di Alexis Sánchez, Mesut Özil, Danny Welbeck e Aaron Ramsey, eccoci di nuovo al punto di partenza - con la differenza che ora la situazione economica del Club è ancora più disastrosa e quei ventiquattro milioni peseranno ancora di più.

Affidandosi a Raul Sanllehí, l’allora amministratore delegato Ivan Gazidis sapeva di mettersi nelle mani di un dirigente vecchio stampo, la cui strategia gira attorno ai contatti con i super-agenti del mercato e la rete di conoscenze più o meno dirette che agevolano certi trasferimenti.

Chi dice super-agenti, tuttavia, dice anche super-commissioni da versare ai vari Mino Raiola, Kia Joorabchian o Jorge Mendes e quindi costi supplementari per il Club.

Sebbene la stagione di David Luiz sia migliorata sensibilmente con l’arrivo di Mikel Arteta, è impossibile non considerare l’investimento fatto per arrivare al 33enne brasiliano come un abbaglio, nel momento in cui il Club decide di non far valere l’opzione, prevista nel contratto originale, di prolungare l’accordo con David Luiz per un’altra stagione.

Investire così tanti soldi per un 33enne ha un senso solo se si decide di farne un uomo-spogliatoio, una voce d’esperienza e carisma all’interno del gruppo che possa aiutare i più giovani sia in campo che al di fuori di esso, altrimenti sono soldi letteralmente buttati dalla finestra.

Fino al momento in cui la stagione si è fermata a causa del Covid-19, il rinnovo automatico per David Luiz sembrava una formalità, data la crescita di quest’ultimo in termini di prestazioni e leadership, ma ora il futuro del brasiliano sembra essere lontano da Londra, con l’Arsenal che non ha attivato l’opzione per il rinnovo automatico, lasciandola scadere.

Non credo si tratti di una scelta tecnica bensì di una scelta puramente economica, perché Mikel Arteta ha dimostrato di puntare forte sul brasiliano e David Luiz ha speso parole di elogio per lo spagnolo; così fosse, ovvero se l’Arsenal ha davvero deciso di non rinnovare il contratto a causa dell’ingaggio (circa 5 milioni di sterline), allora vorrebbe dire che la situazione interna al Club è davvero terribile.

Decidere di non spendere, perfino buttare se volete, 5 milioni dopo averne investiti 24 è una mossa senza senso, una crepa enorme che si forma nelle fondamenta di un Club che si vorrebbe ricco e solido ma sembra in realtà fragile - anche e soprattutto perché mal gestito a livello finanziario. Se le parti dovessero separarsi davvero, sarebbe un’altra macchia sulla camicia buona di Raul Sanllehí, la cui strategia sembra far acqua da tutte le parti.

Usare il condizionale è d’obbligo perché, alla fine, Raul Sanllehí e Kia Joorabchian potrebbero trovare l’accordo che permetterebbe a David Luiz e l’Arsenal di continuare assieme, a condizioni diverse rispetto all’estate scorsa, ma le probabilità che un nuovo contratto siamo meno lucrativo di quello esistente sono poche: anche di fronte ad un ribasso in termini d’ingaggio, il brasiliano potrebbe comunque strappare un accordo più lungo e quindi saremmo da capo - con l’unica differenza che il super-agente, ancora una volta, riceverebbe una bella commissione da parte dell’Arsenal.

Difficile per Raul Sanllehí uscire bene da questa situazione, il catalano sembra essersi fatto prendere in trappola dal suo stesso giochino - una volta di più.

Quando sarà la volta “di troppo”?

@ClockEndItalia

Nessun commento:

Posta un commento

I Vostri Commenti