26 giugno 2020


Abbiamo vinto, in trasferta, senza incassare gol.

Un bel cerotto che fa bene al morale, pur non cambiando nulla al nostro processo di guarigione.

Come già visto in occasione della partita contro il Brighton, siamo partiti bene e abbiamo dato l’impressione di poter facilmente avere la meglio, salvo poi non trasformare le nitide occasioni da gol che siamo stati capaci di creare.

C’è sicuramente una componente di sfortuna, con la seconda traversa in altrettante partite, ma sembra mancare la cattiveria sotto porta, la ferocia che spesso fa la differenza e che avrebbe potuto indirizzare la partita verso una vittoria meno sofferta.

Come sarebbe andata senza l’errore di McCarthy e la caparbietà di Eddie Nketiah?

Difficile a dirsi, la nostra manovra offensiva resta sterile e manca continuità tra i reparti, con l’attacco spesso troppo isolato: Nicolas Pépé è quello che ne soffre di più, abbandonato sulla fascia e troppo lontano dalla porta, ma anche Pierre-Emerick Aubameyang e Eddie Nketiah risentono della mancanza di rifornimenti puliti.

Mi piace sottolineare le ottime prestazioni di Rob Holding, attento in difesa e preciso con la palla al piede, e di Emiliano Martínez, perfetto tra i pali e capace di pescare Pierre-Emerick Aubameyang con una rasoiata d’esterno, tipica della scuola sudamericana.

Male invece Héctor Bellerín, impreciso col pallone tra i piedi e ancora alla ricerca del vero sé.

Tuttavia, al centro di tutte le attenzioni oggi c’è un giocatore che ieri non è nemmeno sceso in campo e che è stato persino escluso dalla rosa dei 20 convocati: Mattéo Guendouzi. Il centrocampista francese, protagonista in negativo del post-partita di Brighton, era dato per titolare ed è invece rimasto a casa a guardare.

Mikel Arteta si è affrettato a smentire qualsiasi ipotesi di misura punitiva per l’ex gioiello del Lorient ma questa mattina tutti i giornali riportavano la notizia di una possibile cessione da parte del Club, con Mattéo Guendouzi determinato a fare le valigie.

Cosa fare con questo giovane talento dal carattere quanto meno complicato?

La qualità del giocatore credo non si possa discutere, tuttavia le prestazioni recenti e le frequenti manifestazioni di rabbia - plateali -  lo rendono oggetto di critiche. Fino a quando il giovane e sconosciuto Mattéo svolgeva il lavoro di due centrocampisti e stupiva tutti per la naturalezza con la quale aveva gestito il salto dalla Ligue 2 alla Premier League, quel suo caratteraccio era visto come una qualità, non un difetto; da quando invece pecca di continuità di rendimento, i suoi gesti teatrali sono diventati più irritanti e difficili da gestire.

Fino a che punto il carattere di Mattéo Guendouzi è indispensabile al suo gioco?

Per me è difficile determinare se è la personalità a fare di Mattéo Guendouzi il giocatore di talento che è oppure se quel brutto carattere lo sta penalizzando: quel che vedo è un giovane di grandi prospettive, con le qualità tecniche, fisiche e mentali per diventare uno dei migliori del suo ruolo.Pecca ovviamente d’esperienza ed è incline a farsi trascinare lontano dalla propria zona di campo ma mi sembra normale per un 21enne alla seconda stagione in Premier League.

In Mattéo Guendouzi vedo un elemento attorno al quale costruire l’Arsenal del futuro, assieme a Gabriel Martinelli, Eddie Nketiah, Kieran Tierney e Bukayo Saka ma tutto dipende dalla volontà del giocatore stesso e dalle offerte che arrivano, ammesso che le indiscrezioni della stampa francese siano fondate: in tempi economicamente così difficili, sarà impossibile rifiutare un’offerta da 40 o 50 milioni, soprattutto se il giocatore stesso esprimerà il desiderio di partire.

A quel punto, il successo dell’operazione sarebbe determinato dalla maniera in cui l’Arsenal investirà quella cifra, perché vedere Mattéo Guendouzi diventare effettivamente uno dei migliori centrocampisti in circolazione e allo stesso tempo ritrovarsi con il solito reparto caotico e disgiunto sarebbe imperdonabile.

Il Liverpool ci ha dimostrato che la riuscita di un progetto dipende da quanto è bravo il Club a vendere bene e investire in maniera intelligente e mirata; se Mattéo Guendouzi non sarà un cardine della squadra, almeno facciamo in modo che un’eventuale cessione serva a costruire un futuro migliore.

@ClockEndItalia

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