martedì 16 giugno 2020

Si è fatta la storia, ieri: Mikel Arteta che è diventato il primo allenatore dell’Arsenal ad effettuare una conferenza stampa via Zoom.

Il tecnico basco è apparso in video con sullo sfondo il solito muro bianco con i vari sponsor ufficiali dell’Arsenal, tuttavia l’effetto telone verde di Zoom non è riuscito particolarmente bene: sembrava che qualcuno avesse malamente sovrapposto il volto di Mikel Arteta in un secondo momento, a conferma che sono tempi tecnologicamente difficili per tutti - dall’impiegato comune all’allenatore di uno dei più ricchi Club al mondo.

Bando alle ciance, c’è molto di cui parlare al di là delle difficoltà tecniche di Mikel capelli di lego Arteta: domani infatti riparte la Premier League e ci attende il Manchester City di Pep quali capelli? Guardiola, il mentore del nostro attuale allenatore.

Come prevedibile, l’ex assistente ha speso parole di elogio quasi stucchevoli per il proprio ex capo, tuttavia ad attirare la mia attenzione sono state le dichiarazioni riguardanti i giovani in rosa e soprattutto Eddie Nketiah.

Tra le troppe domande a proposito del futuro di Pierre-Emerick Aubameyang, infatti, ce ne sono state un paio riguardanti la possibilità che i giovani trovino qualche spazio in più, dati i tanti impegni ravvicinati, e una in particolare su Eddie Nketiah - titolare in quattro delle ultime sei partite e autore di due gol.

Queste le parole testuali di Mikel Arteta, in risposta:

“Consideriamo Eddie un elemento importante della squadra, abbiamo preso una decisione delicata nel non lasciarlo partire di nuovo in prestito dopo l’esperienza al Leeds. L’ho osservato in allenamento e mi sono convinto che è il giocatore giusto per noi, per portarci al livello superiore e che può contribuire in maniera sostanziale alla nostra maniera di giocare. È stato fantastico fino ad oggi.”

Mi sembrano parole che vanno oltre il solito elogio di facciata, oltre l’incoraggiamento standard per il giovanotto promettente che arriva dalle giovanili; non ho sentito molti allenatori riferirsi ad un ragazzo agli inizi della propria carriera in questi termini, tanto meno in un reparto nel quale giocano già attaccanti del calibro di Pierre-Emerick Aubameyang e Alexandre Lacazette, a meno che non si parli di un talento “generazionale” come va di moda chiamarli oggi.

Diciamocelo chiaramente, Eddie Nketiah non è un Ronaldo, un Rooney, un Messi o un Neymar e il fatto che Mikel Arteta lo spinga così prepotentemente sotto i riflettori è sintomatico di un cambiamento in atto all’interno del Club.

La ventata di energia positiva che Mikel Arteta e il suo staff hanno portato all’Arsenal sta davvero cambiando la cultura all’interno del Club e ci riporta agli anni felici, quando a farla da padrone era l’ottimismo - reale o di facciata che fosse - e tutti eravamo convinti che Fran Merida, Jay-Emmanuel Thomas e Johan Djourou sarebbero diventati i migliori al mondo.

Forse Eddie Nketiah, Joe Willock, Reiss Nelson e gli altri non diventeranno mai elementi importanti per la squadra e faranno carriera altrove, almeno però saranno stati messi nelle condizioni ideali per provarci davvero: fiducia, una squadra ben strutturata attorno e un ruolo ben definito da studiare e affinare.

È già un bellissimo cambiamento e soprattutto la base affinché, un giorno, si possa di nuovo ammirare un prodotto del nostro vivaio regalarci qualche gioia.

@ClockEndItalia

Nessun commento:

Posta un commento

I Vostri Commenti