mercoledì 3 giugno 2020

Yo Pierre, che si fa?

Il gabonese, autentico trascinatore durante tutta la stagione, resta al centro di tutte le chiacchiere di mercato che circondano l’Arsenal.

Parte? Resta? Rinnova?

Ce n’è per tutti i gusti, tra quelli insensatamente ottimisti e altri molto più realisti - o cinici se preferite.

L’ex attaccante di Saint-Étienne e Borussia Dortmund sembrava destinato a partire, una volta che l’eliminazione dall’Europa League per mano dell’Olympiacos ha sancito quasi ineluttabilmente l’esclusione dalla prossima edizione della Champions League, poi però è arrivata la pandemia, il blocco delle partite, l’incertezza generale e soprattutto il crollo economico di tanti Club.

All’improvviso, tutto è cambiato e tutto è di nuovo possibile.

Il finale più probabile per questa saga resta il divorzio tra l’Arsenal e l’attaccante, che si consumerà subito se il Club riceverà un’offerta soddisfacente oppure alla scadenza naturale del contratto, il giugno prossimo. Improbabile che l’Arsenal possa incassare i 50 milioni che sperava di ottenere dalla cessione di Pierre-Emerick Aubameyang, una cifra che nessun Club può investire in un 30enne, di questi tempi, quindi Raul Sanllehí e soci potrebbero anche decidere di rischiare il tutto per tutto, trattenere il gabonese e provare a fargli firmare un nuovo contratto durante la prossima stagione, magari in seguito ad un buon inizio di campionato e la concreta possibilità di tornare in Champions League.

Un giochino molto pericoloso, che ci è già costato un centinaio di milioni tra lo scambio-farsa Alexis/Mkhitaryan e gli svincoli di Danny Welbeck, Jack Wilshere e Aaron Ramsey; un giochino che potrebbe anche costare il posto a Raul Sanllehí, sempre più in discussione negli ultimi mesi, e che in generale non mi lascia molto tranquillo.

In questi tempi incerti, tuttavia, esiste anche la possibilità che Pierre-Emerick Aubameyang e il padre-agente si facciano due conti in tasca e si accorgano che, in fin dei conti, un salario come quello che è disposto a versare l’Arsenal potrebbe non essere garantito altrove, in Club più blasonati.

Oggi il prodotto del vivaio del Milan guadagna oltre 9 milioni di sterline l’anno e il Club sembra disposto a ritoccare al rialzo la cifra, ancora lontana anni luce dai 18 milioni che vengono pagati a Mesut Özil, oltre a garantirgli un ruolo di primissimo piano nell’attacco di Mikel Arteta e la fascia di capitano: siamo davvero sicuri che il gabonese possa beneficiare di condizioni simili al Barcellona o in un altro Club? Inoltre, va detto che Pierre-Emerick Aubameyang viene spesso citato dalla stampa come un obiettivo secondario di tanti grandi Club, come ad esempio per il Barcellona - che in primis segue Martínez dell’Inter - quindi la situazione attorno al nativo di Laval è cambiata drasticamente: Pierre-Emerick Aubameyang è ancora un attaccante di caratura mondiale ma non c’è più la fila fuori dalla sua porta, non ci sono più tanti Club pronti ad investire grandi somme per portarlo tra le proprie fila.

E se alla fine l’Arsenal fosse la soluzione più conveniente?

I soliti “bene informati” raccontano che Mikel Arteta ha intenzione di esporsi in prima persona per convincere Pierre-Emerick Aubameyang a rinnovare il proprio contratto, un’azione lodevole che la dice lunga sul tipo di allenatore che è il basco, ma temo che un’eventuale permanenza del gabonese possa essere solo ed esclusivamente per motivi d’interesse, più che per una scelta dettata da ragioni sportive o di attaccamento al Club.

Attenzione a non puntare il dito solo contro Pierre-Emerick Aubameyang, perché anche l’Arsenal avrebbe i suoi interessi puramente economici nel rinnovare questa unione: dovesse perdere Pierre-Emerick Aubameyang, infatti, l’Arsenal si ritroverebbe a dover cercare un attaccante di un certo livello con pochi denari a disposizione - una missione impossibile in un mercato come questo.

In fin dei conti, allungare il contratto del gabonese aggiungendo qualche obolo, potrebbe rivelarsi meno dispendioso che acquistare un nuovo attaccante e non è impossibile che l’estate prossima, in un calcio tornato più o meno normale, il Club riesca ad incassare più di quanto non possa fare oggi.

Un matrimonio combinato che, in fin dei conti, potrebbe far felici tutti. Voi come lo vedreste?

@ClockEndItalia

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