02 luglio 2020

Che cos’è la destra, cos’è la sinistra?

Citando sfacciatamente Gaber, vorrei tornare su un aspetto della bella vittoria di ieri che, in tutta onestà, a prima vista mi era sfuggito.

Abitualmente una squadra molto bolscevica, con l’asse Tierney/Saka-Xhaka-Aubameyang sempre molto attivo, l’Arsenal ieri ha utilizzato molto di più la fascia destra, quella nella quale di solito Nicolas Pépé viene abbandonato al proprio destino, lasciato solo con il pallone al piede ad affrontare tre avversari.

Ironia della sorte, ieri l’ivoriano è partito dalla panchina, proprio quando la convergenza astrale sembrava favorevole.

Numeri alla mano, contro Manchester City e Southampton la fascia sinistra l’ha fatta da padrone, con il 45% degli attacchi perpetrati da quel lato, mentre ieri la tendenza è stata invertita, con l’Arsenal molto più attivo a destra (39%) che a sinistra (32%). La cosa si era verificata anche a casa del Brighton ma in maniera numericamente così marginale da passare inosservata a tutti, oltre che al sottoscritto.

Ciò mi ha fatto riflettere su una cosa: fino a ieri credevo infatti che la tendenza dell’Arsenal a sfruttare il corridoio mancino fosse una scelta tattica di Mikel Arteta, oggi invece mi ritrovo a chiedermi se questo sbilanciamento, a volte davvero esagerato, non dipenda invece dalla qualità dei nostri giocatori.

Guardando gli schieramenti proposti man mano da Mikel Arteta, si nota che il talento abbonda da una parte e scarseggia dall’altra: da un lato abbiamo Kieran Tierney, Bukayo Saka, Granit Xhaka, Pierre-Emerick Aubameyang e Gabriel Martinelli, mentre dall’altro ci sono Héctor Bellerín, Dani Ceballos, Reiss Nelson e Nicolas Pépé - l’unico a tenere alto il livello qualitativo del reparto.

A destra ci sarebbe anche Mesut Özi, in teoria, ma il tedesco non si vede più e sembra più lontano dall’allenatore e dalla squadra e mi risulta difficile inserirlo in una qualsivoglia formazione.

Con questa riflessione non voglio attaccare nessuno dei giocatori citati, i quali hanno saputo dimostrare di valere ben più delle ultime scialbe prestazioni, ma sottolineare che un Arsenal più ricco di qualità individuale sarebbe una squadra ben diversa da quella che abbiamo visto nelle ultime due settimane.

Un asse di destra più completo e competitivo vedrebbe Nicolas Pépé meno isolato e quindi potenzialmente più pericoloso - vuoi perché più vicino alle zone calde del campo o semplicemente perché la difesa avversaria non saprebbe se raddoppiare l’ivoriano o preoccuparsi della sovrapposizione del terzino - dilemma che oggi non è necessario porsi.

La partita di ieri ci ha dato una bella anteprima di come potrebbe essere l’Arsenal con un terzino, un centrocampista e un’ala in grado di combinare in maniera efficace: a due riprese, infatti, Reiss Nelson si è accentrato e ha accorciato verso Dani Ceballos, il quale con un pallone alto ha pescato l’inserimento di Héctor Bellerín, solissimo e libero di arrivare in area.

Se di azioni del genere ne vediamo tre o quattro a partita sulla fascia sinistra, non si può dire che la cosa avvenga con altrettanta regolarità su quella opposta, dove Héctor Bellerín fatica a trovare i tempi della sovrapposizione, Dani Ceballos spesso esita troppo con il pallone al piede e Nicolas Pépé non sempre intuisce quale sia il movimento adatto in quel frangente, restando incollato sulla fascia per ricevere il pallone sui piedi.

Come si comporteranno le difese avversarie, quando l’Arsenal avrà finalmente trovato l’equilibrio giusto su entrambe le fasce e potrà attaccare in maniera altrettanto efficace sia da una parte che dall’altra?

Speriamo di poterlo sapere presto…

@ClockEndItalia

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