lunedì 13 luglio 2020

L’Arsenal esce sconfitto dal primo North London Derby giocato al Tottenham Hotspur Stadium, battuto di misura dall’Arsenal.

Nonostante il vantaggio da parte dell’Arsenal, infatti, l’Arsenal ha immediatamente pareggiato i conti per poi strappare i tre punti all’Arsenal nel finale, quando sembrava che l’Arsenal fosse la squadra più vicina alla vittoria.

Un duro colpo per l’Arsenal, che vede così sfumare ulteriormente le speranze di qualificazione all’Europa League.

Come già successo nel recente passato, l’Arsenal ha impedito all’Arsenal di accumulare punti preziosi per la corsa ad un posto in Europa, sprecando troppe occasioni da gol o regalando gol agli avversari, una cattiva abitudine che l’Arsenal non sembra voler perdere definitivamente.

Avrete già capito dove voglio andare a parare, con il pezzo di oggi.

Da dove vengono le tendenze suicide dei nostri?

Non è un problema recente ma sta prendendo una piega preoccupante: senza voler esagerare, in sette partite giocate dalla ripresa del campionato abbiamo lasciato per strada una mezza dozzina di punti a causa di errori individuali, sia in difesa che in attacco.

È un esercizio doloroso ma vorrei rinfrescarvi la memoria:


Manchester City v Arsenal 3-0: serataccia di David Luiz, primo gol regalato con un errore madornale, poi il rigore ed espulsione a chiudere definitivamente i conti.

Brighton v Arsenal 2-1: Tre occasioni da gol sprecate nella prima mezz’ora, poi una volta in vantaggio non siamo stati in grado di tenere per più di otto minuti. Lasciamo perdere poi il gol di Maupay al 94’... 

Arsenal v Leicester 1-1: in seguito al gol del vantaggio firmato da Pierre-Emerick Aubameyang, siamo incapaci di chiuderla nonostante tre grosse occasioni nel primo tempo. Il Leicester troverà il pareggio con Vardy, a cinque dalla fine, con l’Arsenal rimasto in dieci.

Tottenham v Arsenal 2-1: pareggio regalato a Son dopo poco più di un minuto dal gol di Lacazette, solo due occasioni da gol create nonostante un possesso palla oltre l’80% ed infine la disattenzione fatale sul gol della vittoria dei cugini.

Anche senza prendere in conto la partita contro il City, che probabilmente avremmo perso comunque, mancano troppi punti per poter recriminare sulla posizione attuale in classifica.

Dalla ripresa in poi, solo il Manchester City ci è stato superiore e per tutti gli altri risultati negativi possiamo prendercela solo con noi stessi.

L’errore è umano ma ci sono frangenti durante i quali si vede chi è mentalmente pronto a giocare sotto pressione e chi, invece, crolla; il retropassaggio di Kolašinac, lo stop mancato da David Luiz, le occasioni fallite da Alexandre Lacazette sono i sintomi di un malessere psicologico più ampio: i buoni giocatori giocano con la stessa tranquillità in qualsiasi frangente, i campioni giocano addirittura meglio quando la situazione si complica e gli altri, come alcuni dei nostri, si dimostrano esitanti e insicuri quando la posta in palio è alta.

In un gioco determinato da margini sottilissimi, la più piccola esitazione può avere effetti devastanti sul giocatore e sui compagni in campo; può cambiare l’andamento di una partita e influenzare pesantemente il risultato.

Questa squadra non solo non riesce ad evitare esitazioni e passaggi a vuoto ma addirittura li accumula, quasi ad ogni partita, fino a farne un tratto distintivo dell’Arsenal.

Fino a quando l’Arsenal non batterà definitivamente l’Arsenal, saremo costretti a vivere in questo vortice di frustrazione, in questa bolla di rimpianti le cui pareti non sembrano scoppiare mai.

@ClockEndItalia

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