venerdì 24 luglio 2020

Mesut Özil, ancora tu?

La sconfitta patita contro l’Aston Villa nella penultima partita di questa inedita stagione di Premier League ha fatto tornare d’attualità il nome del centrocampista tedesco, finito ai margini della squadra ufficialmente a causa dell’ennesimo infortunio alla schiena, ufficiosamente perché non in linea con le aspettative di Mikel Arteta in termini di dedizione e impegno.

La manovra arida e sterile offerta dalla squadra a Villa Park, dove abbiamo lasciato il campo senza aver effettuato nemmeno un tiro nello specchio della porta, ha dimostrato quanto l’Arsenal avrebbe bisogno di una mente creativa, un giocatore in grado di creare qualcosa sulla trequarti quando l’avversario schiera due blocchi molto bassi e vicini tra loro.

Quel giocatore, secondo tanti, sarebbe Mesut Özil: un piede sinistro fatato, una visione di gioco incomparabile e la capacità di trovare spazi anche laddove l’occhio umano vede solo maglie avversarie sono le qualità principali del tedesco, che ci ha costruito tutta una carriera.

Peccato che quel Mesut Özil non giochi più nell’Arsenal.

Sebbene Opta e altri specialisti di statistica indichino che Mesut Özil resta di gran lunga il giocatore dell’Arsenal che ha creato più occasioni da gol, è innegabile che il tedesco non offra più quella qualità e soprattutto quell’incisività vista nelle prime tre stagioni a Londra.

Vale la pena ricordare che i dati pubblicati da Opta fanno riferimento alle Chances Created, che secondo il sito stesso sono la somma degli assist e dei Key Passes, ovvero i passaggi che portano ad un tiro: per fare un esempio concreto, se Mesut Özil passa il pallone a Granit Xhaka e questi calcia da oltre quaranta metri, Mesut Özil avrà creato un’occasione da rete.

È l’equivalente di Enrique che scherzosamente si prende il merito per l’assist a Maradona contro l’Inghilterra, quando l’attaccante ha scartato mezza difesa avversaria, partendo da centrocampo.

Non è più una questione di numeri, è una questione di qualità e di impatto sulla partita: secondo il sito 1vs1, Mesut Özil questa stagione ha messo insieme 2 assist e creato 11 occasioni da rete con un totale di 8 Expected Assists (xA), ovvero occasioni da gol che ragionevolmente avrebbero dovuto portare ad un gol.

La qualità di questi xA è di 0.24, accettabile ma di certo non all’altezza dei rivali di Mesut Özil, che restano su numeri ben più elevati: Kevin de Bruyne viaggia a 0.63 e 75 xA in 34 partite, Riyadh Mahrez a 0.49 e 50 xA in 32 partite, James Maddison a 0.39 e 55 xA in 31 presenze e Jack Grealish 0.32 e 52 xA in 35 partite.

Se Mesut Özil in media genera 0.44 xA a partita, gli altri viaggiano tra i mostruosi 2.2 di Kevin de Bruyne e gli 1.48 di Jack Grealish.

Come detto, è una questione di qualità e di impatto sulla partita e Mesut Özil ha indubbiamente perso lo smalto e la capacità d’influenzare la partita che aveva qualche stagione fa; anche senza scomodare la stagione dei 18 assist, Mesut Özil ha sempre fornito grandi numeri in termini di Key Passes, Chances Created e Pass Completion, purtroppo però nell’ultimo anno e mezzo solo la percentuale di passaggi riusciti e rimasta ai livelli migliori.

Non è tutta colpa di Mesut Özil e certamente il tedesco può ancora accendere la partita, quando vuole e quando ci sono le condizioni ideali, tuttavia non merita il ruolo di salvatore della patria che frettolosamente gli è stato affibbiato subito dopo la partita contro l’Aston Villa.

All’Arsenal serve indubbiamente un Mesut Özil ma non questo Mesut Özil.

@ClockEndItalia

Nessun commento:

Posta un commento

I Vostri Commenti