03 agosto 2020

Il finale di stagione più dolce che potessimo desiderare.

Una vittoria fortemente voluta e meritata, ottenuta da grande squadra: nonostante lo svantaggio iniziale e la breve fase di superiorità del Chelsea, abbiamo mantenuto la mente lucida e i nervi saldi, cosa tutt’altro che scontata.

Ricordate com’era andata a Baku, vero? Perfettamente in partita fino al gol di Olivier Giroud, poi il crollo.

Se devo trovare qualcosa che riassuma il cambiamento portato da Mikel Arteta e il suo staff, è la maturità con la quale la squadra ha gestito una partita così delicata.

Dopo il dominio iniziale, infatti, il Chelsea non ha più centrato lo specchio della porta; l’ultima occasione dei Blues è infatti il tiro di Pulisic, neutralizzato in due tempi da Emiliano Martínez, poco dopo il decimo minuto.

La vittoria di Wembley porta soprattutto la firma dello spagnolo, la cui nomina aveva fatto storcere il naso a tanti e che in pochi avrebbero potuto prevedere essere così azzeccata; Mikel Arteta non è l’allenatore perfetto ma la maniera in cui ha recuperato uno spogliatoio psicologicamente in frantumi e tatticamente allo sbaraglio e lo ha trasformato in un luogo di fiducia, consapevolezza e solidarietà è davvero incredibile.

Al di là delle vittorie, il fatto che abbia saputo recuperare così tanti giocatori merita un grosso applauso: Shkodran Mustafi, David Luiz, Granit Xhaka, Dani Ceballos e Ainsley Maitland-Niles sono probabilmente gli esempi più lampanti della bontà del lavoro del tecnico, tuttavia a Wembley è stato Nicolas Pépé a catturare la mia attenzione.

L’ivoriano, autore del più bel gol mai annullato in una finale di FA Cup, per la prima volta è stato costantemente in partita, in entrambe le fasi, e portato un contributo tangibile durante gli oltre cento minuti di gioco - cosa mai vista finora.

Il funambolo a fasi alterne ha messo da parte qualche dribbling e concentrato le sue energie sul palleggio, sul movimento senza palla e sul gioco di squadra, risultando finalmente ben presente in campo; anziché brillare di qualche lampo estemporaneo, l’ivoriano ha saputo far pesare la propria tecnica e la propria fisicità nei modi e nei tempi giusti.

Dopo aver restituito coesione e affidabilità alla difesa, il tecnico sembra ora orientato a rendere la squadra più armoniosa e efficace in attacco e il punto di partenza sembra essere proprio Nicolas Pépé, l’uomo capace di creare il caos sulla trequarti avversaria e trasformare un reparto offensivo fin troppo prevedibile in un’unità fluida e sempre pericolosa.

Il lavoro è ancora tanto e molto dipenderà dall’eventuale rinnovo di Pierre-Emerick Aubameyang ma il primo tassello è stato posato, a Wembley, da Nicolas Pépé.

L’Arsenal di Mikel Arteta sembra pronto a scrivere un altro capitolo e chiudere definitivamente l’era dominata da Mesut Özil, abbracciando così il futuro dopo essere rimasto troppo tempo legato ad un passato diventato man mano tossico, come una brutta relazione.

Il primo capitolo si è chiuso con la quattordicesima FA Cup e la qualificazione alla prossima Europa League, personalmente non vedo l’ora d’iniziare a leggere il prossimo.

@ClockEndItalia

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