08 agosto 2020

Mangiando arrosticini e ammirando una delle perle del gran sasso, vengo rapito da un pensiero malsano: siamo sicuri che 55 licenziamenti porteranno l'Arsenal nel passato?

Tralasciando i risvolti economici e la farsa della crisi causa Covid, la scelta della società mi sembra dettata dalla voglia di tornare subito ad avere risultati in campionato e in Europa; vi spiego come: i licenziamenti non sono altro che un modo per azzerare la vecchia gestione e portare il club nel mondo clientelare di Sanllehí, fatto di amicizie e favoritismi.

E se fosse il modo più veloce per tornare a vincere e rendere appetibile il Club ai grandi giocatori?

Conoscere gli agenti porta ad avere contatti rapidi e quindi facilità nell’acquistarli e a venderli; credo che all'Arsenal servano in questo momento giocatori d'esperienza, con personalità forti e probabilmente il modo di lavorare dello spagnolo in questo senso ci semplificherà le cose.

Certo è la via più breve ma più dispendiosa, tuttavia proviamo ad essere realisti: quanto è appetibile, al momento, l'Arsenal per quei giocatori che sono in grado di cambiare la partita?

Penso a Neymar, Salah, de Ligt, Mbappé...tutti giocatori che all'Arsenal non verrebbero mai a giocare.

La mossa della società, tanto furbesca quanto meschina, mi sembra il modo per provare a portare la squadra ai fasti di un tempo.

Certo, il rischio di perdere giovani leve promettenti o di mandare tutto allo sfascio è alto, ma quante giovani promesse hanno sfondato nella nostra squadra e quanti sono stati invece svenduti ad altre squadre?

Ho iniziato ad amare l'Arsenal perché puntava sui giovani e su un gioco fatto di velocità e attacco; mi sono innamorato di Jack Wilshere e Aaron Ramsey ma quanti, come loro partiti dal settore giovanile e portati in prima squadra, hanno fatto grandi cose per il Club?

Uno solo, Cesc Fábregas. Calciatore formidabile, un acquisto frutto d'intuizione e coraggio. 

Ma perché non è rimasto nel nostro Club? La risposta è semplice: aveva fame di vittorie.

Si può biasimarlo? No, in tanti avremmo fatto la sua stessa scelta.

Credo che la società si stia muovendo per togliersi di dosso l'etichetta di squadra "sforna talenti" per diventare una più cinica e votata alla vittoria, lottando per i trofei più importanti e riuscendo così a trattenere i grandi campioni.

Il modo in cui sta avvenendo è deprecabile e non si può certo assecondare ma forse, e dico forse, fra qualche anno le conoscenze e il modo di lavorare di Sanllehí avranno portato l'Arsenal ad essere una squadra che sistematicamente lotta per la conquista del campionato e supera con semplicità i gironi di Champions, con una solidità e una attrattiva tale per cui si potrà  pensare anche alle statistiche per l'acquisto di giocatori e grandi osservatori pronti a scoprire giovani talenti.

Sarà la squadra di cui mi sono innamorato? Forse no, probabilmente i giocatori si alterneranno e verranno scambiati così frequentemente che ci scorderemo di alcuni di loro. Forse però in bacheca avremo qualche trofeo in più.

I 55 licenziamenti restano una macchia indelebile nella gestione societaria ma, come in un grande amore, dopo un errore madornale credo sia giusto offrire una seconda chance.

Sono speranzoso (ma forse mi sto solo illudendo) che non tutto il male viene per nuocere.

Mastro

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