12 agosto 2020

 

Stamattina su GunnersTown ho chiesto ai lettori se valesse davvero la pena cambiare modulo.

Mikel Arteta sembrerebbe infatti propenso ad abbandonare il 3-4-3 visto fino a qui e passare ad un più moderno 4-3-3, attraverso il quale rinvigorire la nostra fase offensiva e renderla meno apatica.

Date le nostre palesi difficoltà nel creare occasioni da gol, soprattutto quando l’avversario ci lascia deliberatamente il pallone e si barrica sulla propria trequarti, la missione si annuncia semplice; ciò che sarà molto meno facile, tuttavia, sarà mantenere l’organizzazione e la solidità difensive della difesa a tre, che è stata un fattore determinante nell’incoraggiante finale di stagione e nella vittoria della FA Cup.

Al netto di qualche battuta a vuoto collettiva e soprattutto qualche errore individuale, la nostra fase difensiva è sembrata diametralmente opposta allo scempio osservato durante la fine dell’era Emery, quando la squadra era spalmata su 60 metri e le occasioni da gol per gli avversari si moltiplicavano.

Con la difesa a tre e due tornanti sugli esterni, la squadra ha saputo ridurre al minimo le occasioni da gol per gli avversari e, più in generale, dare l’impressione di avere il controllo della situazione.

Ovvio, c’è ben poco da fare a livello tattico quando David Luiz ha una delle sue giornate nere, quando Sead Kolašinac lancia l’avversario verso la nostra porta o quando Shkodran Mustafi va nel panico più assoluto, tuttavia penso che i miglioramenti siano stati tali da permettere di credere in un futuro più roseo.

Perché quindi stravolgere tutto? I lettori di Gunners Town sembrano convinti che il cambio di formazione non sarà un problema - io invece sono molto meno ottimista.Con la prossima stagione che inizierà tra un mese esatto e nessuna possibilità di avere un vero e proprio ritiro di preparazione, come farà il tecnico a provare i vari meccanismi, spiegare ai giocatori come mettersi in campo e ovviare ad eventuali lacune individuali?

Voglio comunque provare ad immaginare come sarebbe un Arsenal schierato con il 4-3-3, con i giocatori a disposizione oggi (più il brasiliano Willian), ed è venuta fuori una cosa come questa:

 

Mikel Arteta ha schierato la squadra con la difesa a quattro fino alla sciagurata trasferta di Brighton, finita con il gol di Maupay all’ultimo minuto di recupero e una delle sconfitte più brucianti della stagione; nelle 12 partite disputate in quel periodo, abbiamo raccolto 17 punti (1.41 a partita), segnato 17 gol (1.41) e incassato 14 reti (1.16), convincendo appieno solo contro Manchester United, Chelsea in casa e Newcastle.

Un bottino poco più che accettabile, soprattutto se comparato a quanto fatto dalla squadra da quando Mikel Arteta ha preferito il 3-4-3: nelle 7 partite prima dell’ultima di campionato contro il Watford, durante la quale lo spagnolo ha riproposto il 4-3-3 e vinto per 3-2 faticando più del dovuto, abbiamo raccolto 13 punti (1.85 a partita), segnato 12 gol (1.71 a partita) e incassato 5 reti (0.71).

Insomma, è plausibile che sul lungo termine uno schieramento simile al 4-3-3 del Liverpool possa far rendere al meglio i nostri giocatori più creativi - oggi troppo spesso isolati - ma è anche vero che il 3-4-3 ci ha regalato tante certezze, fino a qui.

Anche tralasciando le prestazioni clamorose contro Manchester City e Chelsea in FA Cup, siamo andati a vincere senza patemi sia a casa dei Wolves che del Southampton e avremmo meritato maggior fortuna sia contro il Leicester (1-1) che contro gli Spurs di Mourinho (1-2)

Voglio credere ciecamente che un 4-3-3 con interpreti migliori e l’intesa di squadra più rodata possa farci fare il salto di qualità ma sinceramente non ho tutta questa fretta di sapere se funzionerà...

@ClockEndItalia

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