03 novembre 2020

Just me, my boy and the guys enjoying the Partey.

Parole sante, Auba, parole sante.
Per quanto io naturalmente tenda a diffidare di chiunque rida tanto quanto il gabonese, questa volta il capitano ha ragione: ci stiamo tutti godendo il Partey.

Mandiamo definitivamente in soffitta il gioco di parole più abusato dell’autunno e concentriamoci sul giocatore, piuttosto:

100% di passaggi lunghi andati a segno

100% di duelli aerei vinti

93% di passaggi completati, di cui più della metà nella metà campo avversaria

11 palloni recuperati

75% di contrasti vinti

Roba da sfregarsi le mani fino a prendere fuoco.

Il ghanese, colpo di mercato dell’ultimo minuto, ha dominato il centrocampo e dato energia alla linea mediana, troppo spesso lenta e compassata.

In tandem con l’infaticabile Mohamed Elneny, che ha giocato però in posizione più arretrata, l’ex centrocampista dell’Atletico Madrid ha saputo trascinare in avanti il baricentro della squadra e verticalizzare con continuità - che fosse con un passaggio o portando il pallone.
La sorpresa iniziale nel vedere sia Granit Xhaka che Dani Ceballos in panchina ha pian piano lasciato spazio alla convinzione, una volta che il binomio egitto-ghanese ha preso possesso di Old Trafford e ridotto Pogba, Fred, McTominay e Bruno Fernandes a delle piccole figurine a colpi di passaggi e movimenti.

Finalmente il nostro centrocampo dispone di un elemento il cui primo pensiero è come spostare il pallone verso le zone pericolose, anziché assicurarsi di mantenerne il possesso, anche a costo di risultare sterili: è un modo di giocare rischioso, che porta a perdere il possesso del pallone in momenti a volte delicati, ma restituisce ritmo e vivacità alla manovra, troppo spesso spenta e priva d’idee.

Thomas Partey ha recuperato 11 palloni ad Old Trafford, quasi il triplo rispetto al secondo miglior giocatore in campo, ma ne ha anche persi tanti (3), a conferma del tipo di gioco prediletto e di una volontà di prendersi dei rischi, assumersi delle responsabilità.

Come Gabriel in difesa, Thomas Partey è appena arrivato ma è già un punto fisso della squadra, un elemento imprescindibile perché diametralmente opposto a qualsiasi compagno di reparto oggi in rosa: fisicamente imponente, aggressivo con e senza palla e voglioso di prendersi tutte le responsabilità in campo - con annessi rischi.

Resta da stabilire chi sarà il suo compagno di reparto, sul medio e lungo termine, ma non escluderei che Mohamed Elneny, con la sua dedizione e il suo altruismo, riesca a conservare il posto, guadagnato con sudore e impegno.

Da un parte i mille polmoni di Mohamed Elneny e il suo possesso palla sempre sicuro, dall’altra la prorompenza di Thomas Partey, con il suo strapotere fisico e la volontà di caricarsi il centrocampo sulle spalle - costi quel che costi.

Una coppia improbabile, forse, ma che ad Old Trafford ha funzionato a meraviglia.

@ClockEndItalia

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