09 novembre 2020

Sluggish: moving or operating more slowly than usual and with less energy or power.

Secondo il Cambridge Dictionary, la nostra prestazione di ieri sera è da definirsi come sluggish
Mi è sempre piaciuto come aggettivo perché ha il dono della sintesi e trasmette, quasi in maniera onomatopeica, la lentezza della lumaca - quindi è l’aggettivo perfetto per descrivere la partita contro l’Aston Villa.

Come tanti lumaconi - quelli brutti, senza casetta sulla schiena, niente a che vedere con le eleganti chiocciole - abbiamo faticosamente provare ad attraversare il campo in lungo e in largo, mentre i giocatori dell’Aston Villa sbucavano da tutte le parti e ci superavano con una facilità disarmante.

Niente guizzi, niente accelerazioni, assolutamente nessuna forza e, come purtroppo accade troppo spesso, zero idee.

Non si è salvato quasi nessuno ma certamente i più lumaconi tra i lumaconi sono sembrati Willian e Alexandre Lacazette, indifendibili per la prestazione offerta: entrambi hanno avuto più di un’occasione per fare gol, entrambi sono apparsi lenti e pesanti, entrambi non hanno lasciato la benché minima traccia sulla partita, se non in negativo.

Difficile immaginare come entrambi possano essere presi in considerazione per le prossime partite, subito dopo la sosta per le Nazionali.

Il francese, lontano parente dell’attaccante visto a Lione, è uscito malissimo dal confronto con Ollie Watkins, che ieri sera è stato tutto ciò che un centravanti dell’Arsenal dovrebbe essere: tecnicamente eccezionale, letale sotto porta, bravo a far salire la squadra ed efficace nell’aiutare la fase difensiva.

Così, mentre Alexandre Lacazette sbuffava, controllava il pallone in maniera approssimativa e sbagliava l’ennesima occasione da rete, Watkins metteva a segno una doppietta, scambiava in maniera sublime con Grealish, Barkley e Trézéguet e difendeva il pallone nonostante l’aggressività di Gabriel.

Da una parte un ghepardo, agile e potente, dall’altra un lumacone.

Discorso simile per Willian, la cui integrazione in squadra non è tanto buona quanto vuole raccontare Mikel Arteta: il brasiliano non è efficace palla al piede, in quella che dovrebbe essere la sua qualità migliore, e ha fallito due occasioni da gol clamorose (soprattutto la seconda). Se confrontato a Grealish, che ci ha letteralmente fatti a pezzi partendo dalla fascia, Willian sembra un...si, quello, lo sapete. Non c’è nulla di male se, a 33 anni, il passo e la resistenza non sono quelle di uno dei migliori esterni di tutta la Premier League, il problema è che Willian ha sfigurato anche in confronto a Trézéguet: con tutto il rispetto, possiamo tutti aspettarci di meglio.

Rimpiazzare Willian e Alexandre Lacazette non risolverà tutti i nostri problemi, purtroppo, perché il nodo principale sembra tattico, tuttavia le qualità fisiche e tecniche di Eddie Nketiah e Nicolas Pépé non potranno che far bene ad una squadra tanto compassata, per usare un eufemismo - così come mettere uno dei migliori centravanti al mondo a fare il proprio mestiere, anziché costringerlo ad arare la fascia come un Di Livio qualsiasi: il povero Pierre-Emerick Aubameyang mi fa tenerezza, ormai, nel suo disperato rincorrere palloni buttati sulla fascia alla bell'e meglio, senza costrutto e soprattutto a decine di metri dalla porta.

Ce la mette tutta, le prova tutte e anche ieri ha servito un paio di palloni invitanti ai compagni ma è così lontano dall’area di rigore da non poter incidere quanto potrebbe e quanto vorrebbe.

Iniziamo col mettere i giocatori migliori nel proprio ruolo naturale e vediamo cosa succede: con Pierre-Emerick Aubameyang centravanti, Bukayo Saka ala sinistra e Nicolas Pépé ala destra avremmo già un tridente capace di giocare nello stretto e offrire qualche grattacapo in più alle difese avversarie, anziché contare sul solo inserimento del gabonese dalla fascia sinistra.

Siamo prevedibili, assolutamente piatti dal punto di vista offensivo e abbiamo bisogno di un paio di elementi che possano dare la scossa e osare un po’ di più: dietro abbiamo Gabriel ed eventualmente David Luiz, entrambi in grado di rompere le linee di pressing; in mezzo abbiamo Thomas Partey e Dani Ceballos ed invece in attacco è il nulla assoluto, con due lumaconi a rincorrere invano pallone ed avversari.

Mi chiedo dove sia finito quel Mikel Arteta che spiegava come devono muoversi gli esterni alti di centrocampo, in un video che era diventato virale: quello di oggi è ultra-conservatore e si limita ad applicare la stessa strategia ad Anfield, Etihad Stadium ed Old Trafford oppure in casa contro Aston Villa, Sheffield e West Ham.

Abbiamo già qualche lumacone di troppo in campo, sarebbe pessimo averne uno anche in panchina.

@ClockEndItalia

Nessun commento:

Posta un commento

I Vostri Commenti